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Cos’è l’inchiesta Why Not

L’inchiesta Why Not, nonostante il nome inglese, è un affare tutto italiano ed è talmente importante da meritare perfino una pagina su Wikipedia. Di cosa si tratta? Se ne parla in questi giorni perché è stato condannato nel processo anche il sindaco di Napoli.

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Iniziamo dal nome Why Not che è quello di una società di outsourcing di Lamezia Terme che è specializzata nel reclutamento di lavoratori del settore informatico. Secondo una socia dell’azienda, Caterina Merante, ci sarebbe in Italia un gruppo trasversale molto potente il cui collante è la Loggia di San Marino, una loggia massonica.

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Questa loggia avrebbe fatto pressione sulle scelte delle amministrazioni pubbliche riguardo l’uso di finanziamenti e l’assegnazione degli appalti. Anche se poi la Merante ha ritrattato una parte della sua confessione, l’inchiesta è andata avanti e sono stata indagate ben 19 persone cui i carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia.

Tra le accuse a loro carico ci sono quelle di associazione a delinquere e violazione della Legge Anselmi sulle associazioni segrete. Nel 2008, al termine delle prime indagini, nel registro degli indagati ci sono in tutto 106 persone ma è stata archiviata la posizione di Prodi e Mastella, così come scompare dai capi d’imputazione la violazione della Legge Anselmi.

Nel 2012 il GUP rinvia a giudizio Luigi de Magistris e Gioacchio Genchi che nel 2009, secondo l’accusa, avevano acquisito in modo illegittimo i tabulati telefonici di alcuni parlamentari. Il sindaco di Napoli ha sempre criticato l’inchiesta dicendo che era infondata ma il 25 settembre 2014, per lui, è arrivata la condanna da parte del Tribunale di Roma ad un anno e tre mesi. L’accusa è quella di .

In base alla Legge Severino, con questa accusa, il sindaco di Napoli sarà sospeso dal suo incarico amministrativo nonostante adesso inizi una nuova fase giudiziaria con il ricorso in appello.

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