Costa Concordia recuperato un altro cadavere

24 gennaio 2012 14:140 commentiDi:

Undici giorni dopo il drammatico naufragio della Costa Concordia, le operazioni preliminari relative al pompaggio del combustibile che minaccia l’ambiente della piccola isola del Giglio sono iniziate, senza tuttavia interruzione delle disperate ricerche dei dispersi. 

Oggi è stato recuperato un nuovo corpo nel relitto della maestosa nave da crociera, portando così il numero del bilancio provvisorio della catastrofe a sedici corpi recuperati e sedici dispersi. 

I vigili del fuoco “hanno ritrovato il corpo senza vita di una persona all’interno del ponte tre della nave„, secondo un comunicato. 

Il gruppo tecnico della società olandese Smit Salvage responsabile del recupero carburante della nave sta esaminando tutte le possibilità per pompare nel modo più sicuro le circa 2.400 tonnellate di combustibile contenute nei 23 serbatoi. 

“Le operazioni preliminari stanno iniziando ora. Ciò significa che i sommozzatori della società incaricata del pompaggio effettueranno tutte le necessarie operazioni subacquee che richiederanno probabilmente due giorni„, ha spiegato l’ingegnere Claudio Chiavacci del corpo dei vigili del fuoco. “Il combustibile sulla Concordia sarà inizialmente riscaldato quindi trasferito su un’altra nave„, ha aggiunto.


Le operazioni di svuotamento del carburante della nave dovrebbero iniziare entro sabato, una volta cominciate andranno avanti giorno e notte senza interruzione. Si inizieranno a svuotare i primi sei serbatoi più accessibili che contengono circa il 50% del combustibile, per poi continuare sugli altri, se le condizioni meteo lo permetteranno.

Parallelamente a questi lavori per evitare il disastro della marea nera, i soccorritori continuano con le ricerche dei dispersi, un altro nuovo varco è stato aperto sul ponte 3, ad una profondità di circa 20 metri. In questo labirinto l’immersione è terrificante, “muoversi fra pezzi di arredi, moquettes e coperte è molto difficoltoso, abbiamo una visibilità che va da 10 agli 80 cm e per trovare i corpi dobbiamo controllare tutti i minimi strati”, riferisce uno speleologo soccorritore, Fabio Paoletti. “Tutto ciò è spaventoso, ogni volta che mi immergo per esplorare il relitto, ho il terrore di trovare un cadavere, è orribile„, afferma. 

Dei 16 corpi rinvenuti sei sono in stato di decomposizione avanzata, difficile quindi l’identificazione. Da undici giorni vivono nell’angoscia  i membri delle famiglie dei dispersi, dei quali molti si trovano ancora all’isola del Giglio, in attesa dei risultati delle analisi del DNA che permetteranno  l’identificazione. 

Intanto il p.m. ritiene che le responsabilità sono da ricercarsi non solo nel capitano Francesco Schettino sul quale pesano carichi schiaccianti, ma anche nella compagnia Costa Crociere, proprietaria della Concordia, la lussuosa nave da crociera naufragata il 13 gennaio scorso.

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Ultimo aggiornamento 24 gennaio 2012, ore 15,14






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