Costa Concordia tra i dispersi una bimba di cinque anni

16 gennaio 2012 09:510 commentiDi:

Dopo una notte di ricerche senza sosta, i soccorritori hanno riportato sulla terra ferma un altro cadavere di un uomo, che ha concluso così la sua tragica crociera sulla  Costa Concordia, portando così il bilancio del naufragio all’isola del Giglio a sei morti. 

Si tratta di un passeggero che indossava il giubbotto di salvataggio, che si era portato sul secondo ponte, nella parte ancora emersa della nave. La sua identità non è ancora stata rivelata. 

Ancora diciassette i dispersi 

Dopo la catastrofe di venerdì 13 gennaio, resterebbero ancora diciassette i dispersi. Fra questi ci sarebbero quattro italiani: un padre di 36 anni e la sua bambina di  5 anni e due donne siciliane di 50 e 49 anni, che secondo i soccorritori sarebbero salve ma le loro famiglie hanno perso le loro tracce. Dispersi inoltre due americani: l’ambasciata degli Stati Uniti ha comunicato sulla sua pagina Facebook che su 120 passeggeri americani, 118 erano stati contattati. Si aggiungerebbero poi due coppie di francesi ed una persona la cui nazionalità non è stata comunicata. In totale mancano all’appello 11 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. 

Intanto il comandante della nave, Francesco Schettino, nato 52 anni fa a Sorrento, che è imputato di omicidio plurimo e abbandono della nave (solo per quest’ultima accusa rischia fino a dodici anni di reclusione, è in stato di detenzione presso il carcere di Grosseto. 

“La via percorsa dalla nave è stata un azzardo”, ha indicato il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, titolare dell’inchiesta. Il comandante “si è avvicinato in modo molto maldestro all’isola del Giglio, urtando così una roccia molto tagliente che si è incastrata nel lato sinistro della nave, provocando una falla di circa 70 metri (più grande di un campo da calcio), provocando l’inclinazione della nave avendo questa imbarcato molta acqua nello spazio di due, tre minuti„, ha aggiunto. “È stato un drammatico errore umano che ha avuto conseguenze disastrose„, ha denunciato invece il ministro della difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola. 

Secondo i primi dati rilevati dalla scatola nera, la nave era “soltanto a 150 metri dalla riva, una distanza incredibilmente vicina„, ha ribadito il procuratore. Il magistrato ha inoltre messo in causa la gestione dell’incidente da parte dell’equipaggio. Secondo lui, l’allarme è stato lanciato un’ora dopo l’impatto, l’incidente si è verificato alle 21,30, mentre l’allarme è giunto alle 22,30. 

Le ricerche sono rese assai difficili, oltre ad una serie di ostacoli che si presentano ai soccorritori, (scale rotte, elementi di arredamento d’interno, ecc) anche dalla forte inclinazione della nave, della quale un lato è appoggiato a 90 gradi su un costone, ma rischia di scivolare e colare a picco ad una profondità di 60-70 metri, se dovesse arrivare una forte mareggiata. Il meteo infatti prevede un peggioramento del tempo proprio per la giornata di oggi. 

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Ultimo aggiornamento 16 gennaio 2011 ore 10,54

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