Cultura dell’uomo moderno risale a 44mila anni fa

1 agosto 2012 09:430 commenti

La cultura dell’uomo moderno è molto più antica di quanto si è sempre creduto fino a questo momento e sarebbe nata circa 44.000 anni fa.

A confermarlo sono i manufatti scoperti nella grotta Border Cave in Sudafrica e analizzati da un gruppo di ricerca internazionale cui partecipa anche l’Italia con l’Università di Pisa.

Tutti i risultati dell’interessante studio sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti, Pnas. Fino a questo momento si era sempre creduto che la cultura dell’uomo risalisse a 20.000 anni fa: i reperti rinvenuti invece ai piedi dei monti Lebombo a KwaZulu-Natal, vicino al confine tra Sudafrica e Swaziland, cambia la carte in tavola. In pratica l’ultima fase dell’età della pietra verrebbe retrodatata addirittura di 20.000 anni e di conseguenza cambierebbe anche la nascita di quella che viene considerata la cultura moderna.


I manufatti rinvenuti all’interno della caverna sudafricana confermano che gli abitanti della zona utilizzavano le ossa per incidere i loro conti ed erano soliti ornarsi con uova di struzzo e monili fatti di conchiglie marine. Inoltre modellavano punte di osso usate come punteruoli e punte di freccia avvelenate. All’interno della caverna sono state anche rinvenute delle prove che confermano senza dubbio quello che è considerato come il più antico uso di veleno, ricavato da una sostanza tossica estratta dai semi di ricino e impiegata per intingervi le punte di lance e frecce che sarebbero state riservate alla caccia.

Dallo studio della caverna emerge anche il primo uso della cera d’api, utilizzata con una resina e fibre vegetali per creare una comoda impugnatura degli utensili.






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