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Dilma Rousseff primo presidente donna del Brasile

La pupilla di Lula si è portata via quasi il 56% dei voti. In lacrime, ha promesso di proseguire l’opera di Lula. 

La pazza scommessa del presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva è stata appena vinta: Dilma Rousseff è diventata, domenica 31 ottobre, la prima donna presidente del Brasile, una performance tanto più notevole, in quanto l’ex capo della Casa Civile (equivalente al nostro primo ministro) ed ex direttrice dell’Agenzia nazionale dell’Aviazione Civile brasiliana, non  aveva mai aspirato in precedenza ad un mandato inferiore.

Tra la candidata, dalla parte dei lavoratori, che è stata eletta col  55,59% dei voti e il  suo avversario José Serra, della democrazia sociale brasiliana, con il 44,41% ci sono oltre 10 milioni di voti di differenza. 

All’urlo degli “olé, olé, olé, ola, Dilma, Dilma!”,  migliaia di euforici simpatizzanti e militanti, hanno invaso le vie delle principali città del Brasile, per celebrare la vittoria dell’ereditiera di Lula. 

Dopo avere ringraziato “vistosamente emozionata” il nuovo presidente, successore di Lula, ha dichiarato: “busserò spesso alla sua porta e so che sarà sempre aperta. Il compito di succedergli è difficle e rappresenta un’enorme sfida, ma saprò onorare questa eredità ed proseguire nel suo lavoro”. Ha garantito davanti ai suoi partigiani,  riuniti in un grande albergo di Brasília. Ha,  quindi, ribadito il suo “impegno fondamentale”: l’estirpazione della miseria per tutti i brasiliani. “Non mi riposerò fino al momento in cui i cittadini del mio Paese finiranno di soffrire la fame”, ha aggiunto. 

La sera della sua vittoria e al termine di una campagna elettorale ricca in attacchi personali, Dilma Rousseff si è voluta conciliare con l’opposizione e ha voluto “tenderle la mano”, richiamando tutti alla più stretta collaborazione. Il suo avversario, José Serra, si è congratulato con la nuova presidente del Brasile, tuttavia si è astenuto dal porgerle la mano. 

I brasiliani, nel loro insieme, hanno lanciato un messaggio di continuità del governo di Lula, che lascia il potere con l’82% di opinioni positive.  Il Brasile, negli ultimi anni, è diventato una potenza locale e mondiale.