Diritto alla libera morte, si raccolgono firme sul web

30 novembre 2012 11:080 commenti

C’è chi vuole morire vivo. Sembra un controsenso.

Ma non è così. C’è chi ama la vita al punto tale di voler decidere in proprio quando porre fine ad essa, senza che sia una malattia a togliere la dignità, il controllo e la consapevolezza dei propri mezzi ad una persona. In altri termini è questa la storia di Gilberto, un signore di 53 anni che ha un cancro terminale al fegato. La sua gravissima malattia gli lascia poche ore di vita.

Gilberto le sta impiegando per farsi testimonial di una battaglia che favorisca la legge per la libera morte. Sono già cinquanta gli italiani costretti ad andare in Svizzera (Paese nella quale l’eutanasia è legale) per scegliere giorno e ora in cui morire così da sottrarsi alla malattia.


Gliberto, a proposito di costoro e di egli stesso, afferma che si è costretti a “Morire in esilio, invece che nel nostro letto, da un Paese che non riconosce il diritto di scegliere sulla nostra vita”.

Così, tra una dose di morfina e l’altra (necessarie per placare il fortissimo dolore), Gilberto è diventato testimonial di una campagna lanciata dall’Associazione Luca Coscioni. Ha girato un video in cui ha chiesto allo Stato di lasciare ai cittadini la libertà di scegliere come e quando dire ‘Stop‘ alla vita. Senza aiuti di medici, parenti e amici.

Metaforicamente, Gilberto vuole staccare in prima persona la “spina” della sua vita.

 






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