Disastro aereo Ruben unico sopravvissuto

Un sopravvissuto, su oltre un centinaio di passeggeri che erano a bordo dell’aereo precipitato in Libia, solo uno è stato miracolato, Ruben, ha solo otto anni ed abita a Tilburg in Olanda.
Semicosciente, con la testa bendata e un livido sulla guancia sinistra, il piccolo giace in un letto nel reparto di terapia intensiva, in un moderno ospedale di Tripoli, non si conosce ancora la dinamica del suo salvataggio, in quell’incidente aereo, che ha visto la morte di 103 passeggeri.
Ha riportato fratture ad entrambe le gambe e ha dovuto essere urgentemente sottoposto ad un intervento chirurgico.
Le infermiere del reparto sono accanto a lui, con una mascherina antisettica e il velo bianco sul loro capo, gli sorridono, gli adattano la sua flebo, lo accudiscono cercando di trasmettergli il loro affetto.
Ruben in questo stato di torpore pare che non veda, anche se, di tanto in tanto, tenta di aprire gli occhi, secondo le immagini diffuse dalla televisione libica.
L’unica parola che i medici hanno sentito dire dal piccolo è il nome di un paese: Olanda, due volte, l’ha ripetuta ai medici che lo assistono.
Il caso di Ruben è veramente eccezionale, l’unico passeggero del disastro della compagnia aerea Afriqiyah Airways che è riuscito a salvarsi la vita.
La compagnia libica è stata fondata nel 2001 e vanta un record impeccabile per un buon funzionamento aereo.
L’aereo è precipitato poco prima dell’atterraggio all’aeroporto di Tripoli, capitale libica. L’Airbus A330 era di nuova generazione ed aveva passato la revisione, prima del suo decollo a Joannesburg, Sudafrica.
La televisione libica mostra le immagini della sciagura, poi è la volta di un esperto olandese Benno Baksteen, che ha lavorato alla compagnia KLM, “è incredibile che qualcuno possa sopravvivere a tale disastro.” E’ proprio un segno del destino.
Bahia Bakari, un’adolescente francese di 14 anni, ha vissuto un’esperienza simile lo scorso anno. Era stata l’unica superstite dell’incidente aereo avvenuto il 30 giugno 2009, nelle isole Comore (Oceano Indiano).
Nel suo caso, l’aereo decollò da Parigi con 153 persone a bordo, per ragioni ancora oggi sconosciute, è precipitato in mare, inabissandosi. La ragazza, rimase per 8 ore in acqua, aggrappata ad un pezzo di fusoliera dell’aereo, poi fu tratta in salvo da un peschereccio. Nella tragedia perse la madre.
Per il piccolo Ruben non si hanno ancora informazioni, se era accompagnato dai genitori o da altri parenti.
Le autorità libiche sperano di ottenere al più presto la lista ufficiale dei passeggeri a bordo dell’Airbus A330 .
I medici libici che seguono il piccolo hanno dichiarato che Ruben è fuori pericolo, non ha riportato lesioni interne e nessun organo è stato colpito.
Per scoprire le cause dell’incidente si dovranno attendere ancora i risultati delle scatole nere, molto danneggiate.
L’incidente di ieri è il secondo più grave che si è verificato in Libia negli ultimi venti anni. Il più tragico avvenne nel dicembre ’92, quando un Boeing 727 è precipitato con a bordo 158 passeggeri, nessuno di loro si salvò.










