Ecco chi finirà nel mirino del Redditometro

23 gennaio 2013 17:550 commenti

Gli adattamenti del nuovo Redditometro, in vigore da marzo 2013, tengono banco. L’Agenzia delle Entrate ha fornito un paio di esempi di natura reale, indicando cioè dati e posizioni esistenti negli archivi dell’anagrafe tributaria e nel database del Fisco, per chiarire chi finirà nel mirino dello strumento.

Occorre essere chiari, a scanso di equivoci. Così, Marco Di Capua, vicedirettore dell’Ente ha affermato: “E’ l’evasione spudorata che vogliamo contrastare”. Inoltre, Di Capua, ha aggiunto che “non è scandaloso il redditometro ma sono uno scandalo i 120 miliardi di evasione all’anno”. Alcune manifestazioni di capacità contributiva sono a rischio illegalità.

Un esempio, fatto da Di Capua, è quello di un contribuente che nel 2009 ha dichiarato redditi familiari per complessivi 17 miliardi, due figli a carico, un mutuo di 9.000 euro annui per l’abitazione principale, il possesso di un’auto e due moto, la partecipazione come socio unico di una società che ha dichiarato redditi per 820 euro e un investimento su un prodotto finanziario (assicurazione sulla vita) per 250.000 euro.

“Non una crociata contro la ricchezza”

Di Capua, numeri alla mano, afferma che il Redditometro non è soltanto una battaglia contro i più ricchi. Il nuovo strumento è soltanto atto a misurare la corrispondenza tra reddito dichiarato e entità della spesa (reddito consumato).

In conclusione Di Capua ha affermato che “Se un cittadino spende 100.000 euro in oro o carta igienica per noi è la stessa cosa. L’importante è che dimostri di avere un reddito tale da sostenere e supportare questa spesa”.

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