Poteri e compiti dell’esecutore testamentario

8 giugno 2012 15:470 commenti

L’esecutore testamentario è una persona indicata dal testatore e che dovrà curare l’esatta esecuzione delle sue ultime volontà. Generalmente questa nomina avviene in caso di situazioni patrimoniali piuttosto complesse, soprattutto qualora oggetto dell’eredità sia un’azienda. In ogni caso la persona indicata non è obbligata ad accettare tale nomina, potendo anche rinunciare. In entrambi i casi, sia l’accettazione che la rinuncia devono essere comunicate presso la cancelleria del Tribunale in cui è stata aperta la successione e vengono annotate in apposito registro.

DIFFERENZA TRA TESTAMENTO OLOGRAFO, PUBBLICO E SPECIALE


In caso di accettazione, l’esecutore testamentario dovrà puntualmente svolgere tutti i suoi compiti, avrà il dovere di fornire agli eredi ampi rendiconti sul suo operato e sarà legalmente responsabile nei confronti di questi per ogni suo atto. Qualora il testatore non abbia previsto nulla in merito al compenso dell’esecutore testamentario, questo è tenuto a svolgere i suoi compiti a titolo gratuito, fermo restando il rimborso delle spese sostenute per la prestazione della sua opera.

MODELLO DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

Per quanto riguarda i poteri, invece, l’esecutore testamentario deve amministrare la massa ereditaria prendendo possesso per non più di un anno dei beni che ne fanno parte, tuttavia quelli che non sono necessari alla gestione vengono consegnati agli eredi. Egli svolge inoltre rappresentanza processuale attiva e passiva dell’eredità per le questioni sorte durante la sua gestione, può apporre i sigilli quando tra gli eredi figurano soggetti minori, assenti, interdetti o persone giuridiche e, infine, ha il potere di procedere alla divisione dei beni ereditati se vi è stato chiamato dal testatore. E’ facoltà del testatore affidare all’esecutore testamentario poteri più ampi.






Tags:

Lascia una risposta