Esistenza del Punto G confermata da uno studio statunitense

26 aprile 2012 09:340 commenti

La notizia sembrerebbe chiudere definitivamente una discussione cominciata molto tempo fa fra leggende metropolitane e realtà. Uno studio effettuato dall’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida ha rivelato che il punto G esiste davvero.

A provarne l’esistenza, fino a svelarne anche la posizione, è Adam Ostrzenski che ha individuato la mitica porzione di tessuto sul corpo di una donna deceduta. Insomma il famigerato punto G, vero e proprio elemento centrale del piacere femminile, esiste: è stato descritto per la prima volta oltre 50 anni fa dal ginecologo tedesco Ernst Grafenberg (che gli diede anche il nome) secondo cui era collocato sulla parete frontale della vagina a circa due centimetri e mezzo di altezza. Ma nel corso degli anni l’esistenza del punto G era rimasta avvolta nel mistero al punto tale che alcuni ricercatori inglesi del King’s College di Londra ne avevano perfino negato l’esistenza parlando di pura fantasia.


Qualche tempo Emmanuele Jannini, Docente di Sessuologia Medica dell’Universita’ degli Studi de L’Aquila, era riuscito a identificare da un punto di vista anatomico il Punto G osservandolo su un campione di donne attraverso un’ecografia transvaginale.

Ora Ostrzenski è riuscito a isolare il tessuto svelandone particolari finora rimasti nascosti: il tessuto sarebbe lungo lunghezza 8,1 millimetri, largo da 3,6 a 1,5 mm, alto 0,4 mm. Il Punto G presenta un tessuto cavernoso simile a quello dei genitali maschili e del clitoride. Se lo studio di Ostrzenski è riuscito a dimostrare l’esistenza del Punto G resta da capire se sia proprio questo ispessimento del tessuto il responsabile del piacere sessuale femminile e soprattutto se si trovi realmente in tutte le donne e se si trovi sempre nella stessa posizione.






Tags:

Lascia una risposta