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Evoluzione del cervello umano merito della cottura dei cibi

Gli studi dimostrano che nei mammiferi esiste una proporzionalità fra la massa corporea e il cervello: tanto maggiore è la massa corporea quanto maggiore risulta la massa del cervello. Ma allora perché l’uomo ha raggiunto lo sviluppo tale attuale del cervello rispetto alle limitate dimensioni del corpo?

A gettare una luce sul quesito sarebbe uno studio pubblicato si PNAS. Secondo le due autrici dello studio (Karina Fonseca-Azevedo e Suzana Herculano-Houzel dell’Instituto de Ciências Biomédicas dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro, in Brasile), l’uomo detiene il primato del numero di neuroni rispetto a tutti gli altri primati e ai mammiferi e uno sviluppo senza pari delle capacità cognitive perché autore di una precisa scelta al momento opportuno dell’evoluzione.

I primati si sono trovati di fronte alla possibilità di poter sviluppare il corpo o sviluppare il cervello dato che le due cose non riuscivano a coesistere per motivi di carattere metabolico. In termini di consumo energetico, il cervello umano è al terzo posto tra i diversi organi, dopo i muscoli scheletrici e il fegato: i mammiferi e i primati hanno continuato a soddisfare le esigenze dunque mentre i mammiferi hanno continuato a soddisfare le esigenze di un fabbisogno energetico elevato impiegando molto tempo nella ricerca di cibo e nella sua ingestione e digestione.

Molto probabilmente è stato l’Homo Erectus ha superare la limitazione data dal basso apporto calorico dei cibi crudi: alimentandosi di cibi cotti l’uomo è riuscito a ottenere in un lasso di tempo minore una maggiore quantità di calorie rispetto ai cibi crudi.

In questo modo sarebbe riuscito a superare il compromesso metabolico incrementando le proprie capacità cerebrali.

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