FBI svela i suoi segreti

 

L’affare Roswell, Marilyn Monroe, la prigione di Guantanamo, Saddam Hussein, la morte di Hitler e Croucho Marx (nome d’arte di Julius Henry Marks),  hanno scaturito indagini da parte dell’FBI,  i cui rapporti sono ormai accessibili a tutti su Internet.

Gli utenti del nuovo sito dell’FBI  “FBI records  The Vault”, vengono preventivamente informati con la seguente nota: “Le informazioni che troverete in questi documenti potrebbero non riflettere più le credenze, le posizioni, le opinioni e le politiche attuali dell’FBI”. E, questa cautela la si può ovviamente comprendere.

I 2000 documenti finora classificati come “confidenziali” per il loro valore documentario, raccontano, principalmente i rapporti dell’America legati ad un contesto politico storico.

Affare Roswell. I documenti pubblicati dalla FBI surriscaldano ulteriormente gli spiriti, intorno ad uno degli enigmi più famosi degli Stati Uniti: il caso Roswell, o l‘incidente di Roswell, un evento avvenuto a Roswell (Nuovo Messico) nel luglio del 1947, addebitato ad uno schianto di un disco volante appartenente agli UFO. L’idea, che fu sempre difesa,  è quella che vide l’esercito americano recuperare i resti di corpi umanoidi accanto a frammenti di navicella aliena. Il fatto, contenuto in uno dei documenti “X”, viene ora svelato dalla FBI.  Nel marzo 1950 (3 anni dopo l’incidente), un agente dell’FBI, Guy Hottel, riferisce in una nota che un ricercatore dell’aeronautica militare americana, avrebbe scoperto tre dischi volanti di una quindicina di metri di diametro nel deserto del New Mexico. “Ciascuno di essi era occupato da tre corpi, aventi una forma umana ma appena di un metro di altezza, vestiti con un tessuto metallico molto fine”, scrive Hottel. Agli atti documentali Roswell, il governo dichiarò “lo schianto al suolo di un pallone aerostatico sonda”. I nuovi documenti, quindi, attestano che l’FBI ha raccolto prove sufficienti di “fenomeni inspiegabili” sulla scia del caso Roswell.

Aeroporto di Bagdad, febbraio 2004. Saddam Hussein l’ex presidente iracheno, catturato due mesi prima dalle truppe americane in una fattoria, risponde alle domande di un ispettore del FBI. Il verbale dell’interrogatorio è ormai accessibile a tutti. Il dittatore ironizza “su 30 milioni di poveri negli Stati Uniti”: “Non avrei mai accettato questo per gli iracheni”. I suoi errori? “Solo Dio non ne fa.”  Ciò che gli iracheni pensano di lei (Saddam Hussein) oggi? “Non è importante. Ciò che conta, è ciò che penseranno di me tra 500 o 1000 anni”. Le armi di distruzione di massa? “Perché continuate a farmi la stessa domanda? Non mi ha mai attraversato la mente di usarle contro la coalizione durante la guerra del Kuwait nel 1991”. E i massacri degli sciiti al sud? Saddam non smentisce. Ma erano destinati contro gli iraniani che attraversavano la frontiera. Infine al Qaeda “Ben Laden, non l’ho mai incontrato. Se avessi dovuto allearmi ai nemici degli Stati Uniti, avrei scelto la Corea del Nord o la Cina”. Saddam sarà giustiziato nella notte tra il 29 e il 30 dicembre 2006, dopo il suo processo in Iraq, durante il quale il suo microfono fu più volte spento, per impedirgli di esprimersi.

Guantanamo. Alcuni documenti sono recenti. Come l’interrogatorio di 26 testimoni di pratiche illegali alla prigione di Guantanamo nel 2004. “Sono entrato nella sala interrogatori e ho visto prigionieri sul pavimento, con mani e piedi legati, in posizione fetale, senza acqua né cibo. Una delle guardie defecava su di loro, erano lì da oltre 18 ore”. Altre guardie carcerarie dei combattenti del jihad,  riferiscono che è stato loro privato il sonno, l’aria condizionata spinta al massimo per farli morire di freddo, i prigionieri venivano inoltre, sottoposti a luci violente o a musiche hard e rock ad alto volume. Sui corpi dei musulmani interrogati veniva posto il Corano o la bandiera israeliana. Numerosi erano i prigionieri con emorragie nasali e gli occhi pesti. In queste 244 pagine, sono evidenziati i trattamenti umilianti e le violenze sessuali che ricordano quelli di Abou Ghraib, il carcere delle torture di  Baghdad. Ma nessuna prova è venuta a confermarli.

Adolf Hitler ed Eva Braun si sono veramente suicidati il 30 aprile 1945 a Berlino? O si tratta solo di uno stratagemma per dissimulare una sua fuga dopo la guerra. Alcuni elementi della cartella composta da 734 pagine, appena resa pubblica dall’FBI mostrano che questa ipotesi è stata seguita fino alla metà degli anni ‘50. Dal 1945, l’FBI riceve una pioggia di informazioni da persone che credono di scorgere Hitler. Lo vedono ovunque: cenare a Washington, in un treno a Chicago, in un hotel di Londra o in un’azienda agricola in Svizzera. Viene riportato anche in una nota del 1951, che il Führer in fuga ha cambiato i connotati grazie alla chirurgia plastica. Ma l’FBI non si  accontenta e indaga. Una relazione datata 21 settembre 1945, cioè due settimane dopo la morte del capo nazista, evoca il fatto che Hitler è stato trasportato da un sommergibile in Argentina dove si nasconde in un ranch, vicino alla cordigliera delle Ande. L’informatore precisa che Hitler “ha tagliato i suoi baffi”. Altre informazioni giungono all’FBI. Tuttavia, nel 1956, la Germania dichiara ufficialmente la morte di Hitler avvenuta nel suo bunker nel 1945.

Groucho Marx. Edgar Hoover politico statunitense è indignato per lo spettacolo televisivo Dupont  Show of the Week diffuso sulla NBC, che appare come propaganda del partito comunista. “Ho appreso che Groucho Marx, il protagonista, ha forti legami con i rossi”. Questa lettera del 1961 è stata presa dai documenti presenti in archivio del 1953, in piena guerra fredda, contro Groucho Marx, sospettato “di avere contribuito al finanziamento del partito comunista e di esserne  membro”. Un semplice articolo del Daily Worker del 1934, un giornale comunista che citò il sostegno di Groucho a Tom Mooney, un leader sindacale imprigionato, accreditò la tesi. 

Marilyn Monroe.  In pieno maccartismo (termine usato nella politica statunitense, sta a indicare un atteggiamento anticomunista assoluto) le stars del cinema non sfuggivano alla sorveglianza dell’FBI. Vicina a Kennedy, Marilyn Monroe, era anche ansiosa per le sue relazioni con i “comunisti”. Una nota parla di una richiesta di visto datata16 agosto 1955, che avrebbe inoltrato Marilyn Monroe, tramite il suo agente, presso l’ambasciata sovietica. Il 6 marzo 1962, l’ufficio trasmette un messaggio di un “informatore attendibile” che informa sulle vacanze in Messico durante le quali l’attrice avrebbe incontrato membri del Gruppo Comunista Americano in Messico. Un documento del 26 luglio 1962 parla di un pranzo di Marilyn Monroe con Peter Lawford, attore e cognato di John Kennedy e con lo stesso presidente. “Era curiosa di ricevere informazioni sulle prove nucleari e sul futuro della gioventù americana”. Peter Lawford in quell’occasione chiese all’attrice di fare una comparsa per l’anniversario del presidente”.

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