Forze dell’ordine, come si riorganizzano dopo i tagli

9 settembre 2014 11:080 commenti

Le forze dell’ordine sono al centro di numerosi dibattiti in questi giorni perché oltre all’episodio di Napoli che ha messo alla gogna il carabiniere che ha ucciso il giovane 17enne del rione Traiano, c’è la questione dei tagli che impone la riorganizzazione del settore.

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Mister Spending Review Cottarelli, ha presentato il conto dei tagli a Renzi e al ministro dell’Economia. Si dovrà risparmiare su tutto e tutti dovranno partecipare a questo piccolo sacrificio, necessario per far ripartire l’Italia. Agli statali, di cui fanno parte anche le forze dell’ordine, è imposto di accettare anche per il 2015 il blocco degli stipendi. Saranno però necessarie anche altre modifiche.

Blocco stipendi statali: ogni lavoratore perde 4800 euro

Per quanto riguarda le forze dell’ordine, il governo ha pensato di tagliare gli sprechi riorganizzando il settore. A farne le spese saranno la Forestale e la Polizia Penitenziaria che perderanno la loro autonomia ed entreranno sotto il controllo della Polizia di Stato.

Perché lo sciopero delle forze dell’ordine?

La riorganizzazione delle spese della Pubblica Amministrazione, dovrebbe portare a risparmi anche di 150 milioni di euro. Per le forze dell’ordine, oltre all’accorpamento che abbiamo descritto, si parla anche di una sola centrale operativa e dell’accorpamento del dipartimento di pubblica sicurezza con quello del soccorso dei Vigili del Fuoco.

Le centrali operative sono al momento cinque, sono controllate da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale e Vigili del Fuoco. A queste centrali si dovrebbe sostituire un centro operativo unico con il compito di coordinare gli interventi sui diversi apparati.

Ci potrebbe essere, inoltre, un giro di vite sui centri di comando sul territorio che attualmente tra Polizia e Carabinieri, sono quasi 8.000. Anche secondo i sindacati questa frammentazione aumenta le spese perché crea delle sovrapposizioni.

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