Gheddafi temuto fino all’ultimo sospiro

21 ottobre 2011 08:220 commentiDi:

La Guida della rivoluzione, al potere dal 1969, ha sempre cercato di distinguersi dai suoi pari.  

Muammar Gheddafi aveva giurato di morire in Libia. E ha mantenuto fede alla sua parola, ucciso ieri nella sua città natale, a Sirte e temuto fino all’ultimo istante. 

Il primo ministro del nuovo governo manifestava le sue paure nel vedere l’ex leader organizzare la riconquista del paese reclutando mercenari dietro lauti compensi. 

La leggenda di Gheddafi, l’uomo solo contro tutti, incuteva ancora timore, nonostante regnasse solo su poche centinaia di metri quadrati del territorio libico. La vecchia guida dai capelli tinti e dai travestimenti da operette, è rimasto fedele a quel  giovane capitano che in precedenza aveva mostrato un profilo da medaglie. 

Beduino, nato da genitori nomadi, non soddisfatto del governo guidato dal re Idris, arrivato poco prima al potere con la benedizione dell’occidente, Gheddafi si pone alla guida del colpo di stato contro il monarca e il 1° settembre 1969 sale al vertice del paese. 

La Libia era allora un paese incomprensibile, un  puzzle di province ottomane assemblate dalla colonizzazione italiana. Era immensamente ricco, grazie al suo petrolio così chiaro e così abbondante. E il Colonnello se ne servì per realizzare i suoi sogni e i suoi capricci. 


In un primo momento decise di essere il nuovo Nasser. Mentre il rais egiziano, ha conquistato il potere alla testa di un gruppo “di ufficiali liberi„,   lui volle unificare il mondo arabo. E che importa se i leader degli stati vicini disprezzano i libici, ai loro occhi “caprai” che approfittano di una manna inaspettata. Muammar Gheddafi adotta fondamenti del nazionalismo arabo, statizzazione delle imprese e l’espulsione delle basi americane. 

Il suo unico scopo è quello di creare una solidarietà generale araba, un’unione tra la Libia e la Tunisia, tuttavia fallita nel 1974.

Bourguiba (politico tunisino) inizialmente tentato, ha dovuto arretrarsi dinanzi alla prospettiva di un matrimonio insostenibile.  

Gheddafi, intanto, ripiega verso un’altra ambizione. Quella di scrivere una pagina interamente nuova nella storia dell’umanità, realizzare una nuova democrazia. Nel 1977, decreta la “Repubblica delle masse”, che dovrebbe governarsi solo attraverso comitati popolari. 

Come tutte le utopie realizzate, il sogno si trasforma rapidamente in incubo. In questo paradiso di terra, la sola appartenenza ad un’ideologia politica diversa è punibile con la pena di morte. I comitati del popolo vengono subito sorvegliati dai comitati rivoluzionari, milizie fedeli e soldati in stile leninista.  

I ribelli finiscono nella prigione di Abou Salim o appesi in pubblico, come gli studenti di Bengasi negli anni 1990. 

Articolo correlato: Il regime di Gheddafi sta crollando

Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2011 ore 10,15






Tags:

Nessun commento

Lascia una risposta