Guerra dei rifiuti immerge Napoli nella pestilenza

27 giugno 2011 10:320 commenti

Subito dopo la sua candidatura, il neo sindaco Luigi de Magistris aveva promesso di risolvere il problema dei rifiuti a Napoli “in cinque giorni”.  

Ogni giorno, ciascun cittadino del capoluogo campano ha tra le mani il suo sacco colmo di rifiuti e quotidianamente il livello della spazzatura tende via, via ad aumentare. 

Le forze dell’ordine, in tuta antisommossa, scortano i mezzi atti a sgomberare i varchi dalle migliaia di tonnellate di spazzatura. Un clima di guerrriglia aleggia su tutta la zona invasa dalla monnezza, i rifiuti si accumulano in tutti gli angoli delle vie emanando un fetore ripugnante. 

Una barriera di sacchi neri e di rifiuti di qualsiasi tipo che raggiungono i 2 metri di altezza  su 350 metri di lunghezza e i turisti stranieri incuriositi, fotografano l’insolito panorama. 

Di nuovo, Napoli si trova in piena emergenza. Numerosi negozi mantengono le loro saracinesche abbassate. I famosi “quartieri spagnoli”, come la pittoresca Spaccanapoli offrono sul fronte elegante del mare, gli stessi spettacoli. I turisti attraversano i marciapiedi zigzagando tra i mucchi di immondizia e otturandosi il naso. Molti napoletani optano ad applicare  bustine di canfora, al fine di neutralizzare i cattivi odori. 

Un’ingiunzione dei tribunali amministrativi ha proibito la bella città partenopea di esportare i suoi rifiuti  verso altre regioni. Luigi de Magistris, ex magistrato, sostenuto dal centro sinistra, si era detto ottimista nel liberare Napoli dai rifiuti in cinque giorni. Ma la missione si è rivelata impossibile. 


De Magistris si è detto contrario alla realizzazione di siti dove depositare  i rifiuti cittadini, per il fatto di accontentare i napoletani fortemente ostili. E ancor meno di costruire un inceneritore comunale, cosa che non tralascia di sorprendere, visto che la città non ne possiede nemmeno uno, benché conti oltre un milione di abitanti. 

L’unica soluzione proposta dal nuovo sindaco è quella di aumentare la raccolta differenziata, separare gli imballaggi (carta, plastica, lattine e vetro) dai rifiuti umidi. Napoli, città indisciplinata per eccellenza, ha una raccolta differenziata dei rifiuti che rappresenta solo il 15%, rispetto al 60% di tutto il resto d’Italia. 

Quindi, de Magistris si è rivolto al governo al fine di adottare un decreto per autorizzare l’esportazione “eccezionale” dei rifiuti napoletani verso altre regioni d’Italia, nonostante il divieto dei tribunali. Silvio Berlusconi sarebbe pronto a farlo ma, la lega Nord ha posto il suo veto. “E’ assurdo che i rifiuti di Napoli vengano al Nord. Non lo sosterremo mai”, afferma il leader, Umberto Bossi. 

Intanto nella notte, come capita ormai da giorni, i cassonetti vengono dati alle fiamme, rilasciando ulteriori odori acri e tossici. Il sindaco accusa la camorra, che non ha alcun interesse di vedersi portar via i succosi proventi del traffico illecito della monnezza. 

La procura, da parte sua, ha aperto tre inchieste sull’epidemia colposa, sui roghi ed emergenza ambientale e sulla questione degli impianti utilizzati per i rifiuti.  

 Articolo correlato: Napoli rischio colera 

Ultimo aggiornamento 27 giugno 2011 ore 12,30

 

 






Tags:

Nessun commento

Lascia una risposta