I musicisti hanno un cervello diverso?

13 gennaio 2013 16:300 commenti

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che il cervello dei musicisti è diverso da quello dei non musicisti. A presentare una differenza sono quei musicisti che hanno iniziato a studiare da piccoli e hanno poi continuato nell’età adulta.

In particolare, i pianisti sono quelli che presentano una organizzazione di alcune aree cerebrali diversa da quella degli altri. Queste aree cerebrali sono quelle che analizzano i suoni e gli studi lo hanno dimostrato. Ciò avviene perché il cervello impara continuamente e ed è plastico avendo la capacità di adattarsi all’ambiente.


Uno studio condotto da Fredrik Ullen dell’Università Karolinska di Stoccolma che è stato pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience ha dimostrato che continuare a esercitarsi permette di stimolare la produzione della mielina. Questa è una “sostanza bianca” e un composto grasso che si trova attorno ai nervi. La mielina permette di rendere più rapida la trasmissione dei segnali e porta, ad esempio, a potenziare il movimento indipendente delle dita delle mani.

Anche nei musicisti che fanno jazz si sono viste delle differenze nel cervello rispetto agli altri. Lo studio è stato fatto da Charles Limb, dell’Università Johns Hopkins di New York con la risonanza magnetica funzionale. In questi casi, quando si improvvisa si spengono le aree del cervello dell’inibizione e si attivano quelle dell’espressività.






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