Il pianeta Saturno al centro delle più interessanti scoperte astronomiche del 2013

4 gennaio 2014 18:140 commentiDi:

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Anche il 2013 si è chiuso portando con sé il suo interessante bagaglio di scoperte scientifiche. Ma l’anno appena trascorso è stato decisamente positivo soprattutto per i progressi compiuti in campo astronomico, grazie all’incessante lavoro compiuto dalla NASA, l’agenzia spaziale americana, che ha nel corso del 2013 portato avanti numerose missioni al di fuori dell’atmosfera terrestre.

Le scoperte e le storie scientifiche più curiose e seguite del 2013

Come è noto, nel 2013 i riflettori della Terra verso lo spazio sono stati puntati soprattutto verso il pianeta rosso, Marte, sul quale è atterrato il rover Curiosity, tuttora impegnato ad offrire una mappatura più precisa dei dati del pianeta. Ma non bisogna dimenticare che Curiosity è solo l’ultima delle sonde che sono state inviate alla scoperta dell’universo che ci circonda, nel quale circolano, spesso anche da diversi anni, altre importanti stazioni di rilevamento.

Una di queste è la sonda Cassini, in orbita ormai da dieci anni e destinata ad offrire una conoscenza più approfondita del pianeta Saturno e delle sue affascinanti lune. Ed è proprio su questo grande pianeta del nostro sistema solare che si sono concentrate le più interessanti scoperte astronomiche del 2013, poiché il proseguimento degli studi ha permesso l’individuazione di tasselli di informazioni prima sconosciute non solo al grande pubblico, ma anche agli stessi studiosi che curano la missione.

Gli scienziati della NASA hanno quindi riunito in un elenco le rilevazioni più importanti effettuate nel corso del 2013 attraverso la sonda Cassini in orbita nei pressi di Saturno e il risultato è un elenco davvero impressionante!

Le più importanti scoperte astronomiche del 2013 sul pianeta Saturno

Titano, una luna piena di fiumi, laghi e mari

Gli scienziati della NASA hanno ad esempio scoperto che la luna ghiacciata di Saturno, Titano, è un luogo ricco di fiumi, laghi e mari. Hanno infatti utilizzato le immagini inviate dalla sonda Cassini per ottenere una mappatura del suo emisfero settentrionale che mette in evidenza bene questa situazione.

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I laghi, i mari, i fiumi di Titano non sono però pieni di acqua, come saremmo forse portati subito a pensare, ma di idrocarburi, come il metano e l’etano, gas che alla temperatura media di Titano, circa – 180 gradi Celsius, si trovano allo stato liquido.

Alla luce di queste scoperte gli studiosi sono stati così costretti a rivedere le loro convinzioni in merito a Titano, oggi considerata una luna ancora più insolita e affascinante nella sua composizione. Le scansioni della sonda Cassini hanno anche permesso agli scienziati di individuare il bacino più grande presente sulla superficie del satellite, rintracciato nel mar di Kraken.

Scoperto oceano acqua liquida sotto Titano

Grazie alla stessa mappatura, inoltre, gli scienziati hanno dedotto che il secondo bacino per estensione, il Mar Ligeia, ha una profondità che arriva a oltre 560 piedi.

Vita possibile su Titano la luna di Saturno

In questa seconda immagine, invece, la sonda Cassini ha potuto approfittare di una visione più nitida dell’atmosfera di Titano, coperto di norma da una spessa coltre di foschia, in modo tale da ottenere ancora uno scatto più definito dei mari e dei laghi di etano e metano che popolano la superficie della luna.

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Un’eruzione di ghiaccio dal polo sud di Encelado, un’altra delle lune di Saturno

Le immagini inviate dalla sonda Cassini hanno però permesso anche di scoprire eventi inattesi su un’altra delle lune del grande pianeta Saturno, Encelado. Gli scienziati si sono infatti accorti che presso il polo sud di Encelado è attiva come una sorta di continua eruzione di…ghiaccio!

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Getti di acqua ghiacciata e particelle organiche vengono spruzzate fuori in continuazione a causa dell’influenza esercitata anche dalla forza gravitazionale di Saturno. Maggiori sono le quantità di acqua presenti, maggiore è la luminosità dei getti di acqua che compaiono nelle immagini.

A causa delle forze in gioco, i getti sono più imponenti quando la luna si trova maggiormente lontana da Saturno. I getti provengono da alcune fessure presenti sulla superficie del satellite a cui è stato dato il nome di “striature di tigre”.

Nuove foto Saturno inviate dalla sonda Cassini

L’impatto dei meteoriti contro gli anelli di Saturno

Le immagini offerte dalla sonda Cassini hanno anche fornito la prova che alcuni meteoriti hanno incontrato gli anelli di Saturno generando forti impatti. Nelle immagini sono ancora visibili le nubi di materiali espulsi a seguito della conflagrazione e la forma di questi ultimi rivela l’epoca in cui è avvenuto lo schianto.

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Questa scoperta è stata di particolare importanza perché ha per la prima volta fornito la prova della esistenza di tali impatti tra meteoriti ed anelli. Inoltre d’ora in avanti gli scienziati dispongono anche di un ulteriore mezzo e ambiente per studiare gli impatti in tempo quasi reale.

Le prime immagini di un uragano su Saturno

Attraverso gli scatti compiuti dalla sonda Cassini, inoltre, per la prima volta, gli scienziati hanno anche potuto entrare in possesso di immagini che immortalano la formazione di un uragano su Saturno. Si tratta di immagini ravvicinate che rendono bene l’idea della portata e dell’estensione del fenomeno.

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Per avere un’idea della grandezza che tali fenomeni possono assumere nello sconfinato universo, basta pensare che le dimensioni del solo occhio possono raggiungere 1250 miglia e i venti sprigionati possono toccare una velocità di 330 miglia all’ora.

Scoperta causa atmosfera irrequieta di Saturno

La sonda Cassini incontra una raffica di vento solare

In orbita attorno al pianeta Saturno la sonda Cassini ha inoltre avuto la possibilità di imbattersi in una raffica di vento solare, cosa che ha permesso agli scienziati di studiare per la prima volta particelle che viaggiavano alla velocità della luce.

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Questo tipo di accelerazione di particelle si verifica anche intorno alle supernove, che al momento sono situate in luoghi troppo lontani per essere studiate. L’onda d’urto (in blu nella foto) che si crea quando il vento solare colpisce il campo magnetico di Saturno (in grigio nella foto) potrebbe offrire agli scienziati un modo per studiare anche alcuni aspetti delle supernove.

L’individuazione della prima molecola di propilene nello spazio

La sonda Cassini ha anche rilevato per la prima volta nello spazio la prima molecola di propilene, una sostanza organica che entra nella composizione di molte materie plastiche.

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Sulla Terra il propilene, derivato del carbonio, è un sottoprodotto della raffinazione del petrolio e di altri processi di estrazione dei combustibili fossili. Viene usato come materia prima nella creazione molti prodotti e Cassini lo ha rilevato utilizzando il suo spettrometro a raggi infrarossi.

Tutte le immagini presenti in questo post provengono da NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

 

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