Impero assiro svelato da missione archeologica italiana

23 ottobre 2012 09:340 commenti

È tutta italiana la missione archeologica che ha svelato il cuore dell’antico impero Assiro che dominava l’antica Mesopotamia nel I millennio a.C.

La missione archeologica dell’Università di Udine nell’Iraq settentrionale, fra la valle del Tigri e il Monte Maqloub, ha portato alla luce enormi ricchezza: ben 239 siti archeologici (di epoca compresa fra il IX millennio a.C. e il periodo medievale e ottomano) che fino a questo momento erano rimasti sconosciuti, cinque acquedotti (risalenti all’VIII-VII secolo a.C.), una grande necropoli (del XIX-XVIII secolo a.C.) e diversi bassorilievi rupestri (del VII secolo a.C.).


La missione archeologica rientra nel Progetto archeologico regionale Terra di Ninive (PARTeN) e si tratta della prima ricerca intensiva condotta all’interno della Terra di Ninive, un’area della Mesopotamia settentrionale che si trova a cavallo fra le province di Ninive (Mosul) e Dohuk e che si estende per circa 2.900 chilometri quadrati e che corrispondeva alla capitale del grande impero neo-assiro durante il I millennio a.C.

Daniele Morandi Bonacossi, professore di Archeologia del Vicino Oriente antico all’Università di Udine e direttore della missione, spiega che le scoperte ottenute sono state superiori alle aspettative dato che sono addirittura riuscite a documentare la struttura geoarcheologica e topografica del sistema idraulico costruito fra l’VIII e il VII sec. a.C. Nella zona per portare l’acqua a Ninive e irrigare l’entroterra.

Alla scoperta sono collegati anche i primi acquedotti monumentali della storia ricavati dai blocchi di pietra lavorati. A fianco del canale d’irrigazione gli archeologi hanno scoperto nove bassorilievi nascosti fino a questo momento dai detriti che si sono accumulati nel corso degli anni e che raffigurano il re e le principali divinità assire.






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