Inaugurazione mostra Vermeer alle Scuderie del Quirinale di Roma

26 settembre 2012 10:000 commenti

Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese. Tutto pronto per la straordinaria mostra che sarà inaugurata giovedì 27 settembre presso le Scuderie del Quirinale di Roma dove rimarrà allestita fino al 20 gennaio 2013. Una mostra straordinaria perché per la prima volta vengono riuniti addirittura ben otto dipinti di Johannes o Jan Vermeer (1632-75) realizzati fra il 1655 e il 1675.

Un evento mai accaduto in Italia considerando anche il fatto che l’Italia non possiede neppure uno dei dipinti del celebre artista, massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo. Oltre ai capolavori di Vermeer, alcuni dei quali molto rari, sarà possibile ammirare anche altre opere di Carel Fabritius, uno degli artisti più famosi dell’epoca, di Pieter de Hooch, Emmanuel de Witte, Gerard ter Borch o Nicolaes Maes: sia Vermeer sia i suoi contemporanei riflettono l’inconfondibile cultura medio-borghese dell’Olanda del XVII secolo.

Gli artisti olandesi si concentrano su soggetti intimi e privati, impregnati di forte senso di realismo caratteristico del loro stile e le loro opere erano spesso destinate a committenze private, soprattutto da parte della classe borghese. In particolare l’arte di Vermeer si concentra su momenti quotidiani, dalla lettura alla scrittura, dal corteggiamento alla musica allo studio della scienza, alla famiglia fino ai paesaggi della città.

Fra i dipinti esposti, il rarissimo “Stradina di Delft” in prestito dal Rijksmuseum di Amsterdam, “L’Allegoria della fede” e “La suonatrice di liuto”, due dipinti del Metropolitan di New York, “Donna seduta alla spinetta” e la “Donna in piedi” dalla National Gallery di Londra, la “Fanciulla con bicchiere di vino” dal museo di Brunswick, la “Santa Prassede” della collezione di Barbara Piasecka Johnson e la celebrata “La fanciulla con cappello rosso” che arriva dalla National Gallery di Washington.

Il catalogo di Vermeer comprende 37 dipinti in tutto: di questi solo 26 possono essere spostati e dunque la mostra di Roma assume un contorno del tutto eccezionale.

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