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La Cia organizza fughe di cervelli iraniani

centrale nucleare

La Cia ha organizzato la fuga del fisico nucleare iraniano Shahram Amirí, come ha rivelato ieri l’Abc, la tv statunitense.

Lo scienziato era solo uno sconosciuto fino a quando, ai primi di giugno dello scorso anno, la sua famiglia ne denunciò la misteriosa scomparsa, dopo che lui partì per un pellegrinaggio a La Meca.

Il caso ha portato sconcerto tra le autorità iraniane, tanto che hanno sempre accusato l’Arabia Saudita di aver partecipato alla fuga dello scienziato e di averlo addirittura consegnato agli Stati Uniti.

Sia Washington che la Cia, hanno sempre mantenuto il massimo riserbo al riguardo. Tuttavia, secondo l’ABC, che cita le dichiarazioni rilasciate dal fisico nucleare, la Cia contattò Amiri quando si trovava ancora in Iran e, attraverso un intermediario, gli propose di trasferirsi negli Stati Uniti.

Da quel momento partì un piano segreto e complesso al fine di poter far fuggire lo scienziato dal suo paese, senza destare sospetti.

Un paio di anni fa, il giornale britannico The Sunday Telegraph dichiarò che la Cia, aveva un programma, denominato “fuga di cervelli” per attrarre possibili disertori iraniani.

La rivelazione è venuta in seguito alla scomparsa di Ali Prega Asgarí, un generale in pensione della Guardia Rivoluzionaria e vice ministro della difesa, durante il mandato di Khatami, in seguito ad un viaggio a Instambul; il caso ha molti parallelismi con questo di Shahram Amirí.

Fin dal momento del suo arrivo negli Stati Uniti, Amirí è stato ampiamente interrogato e, secondo l’ABC, la sua testimonianza ha contribuito a confermare le valutazioni dei servizi segreti statunitensi sul programma nucleare dell’Iran.

Il fisico studia l’uso medico degli isotopi radioattivi per l’Organizzazione dell’Energia Atomica iraniana e insegna presso l’Università Malek Ashtar, legata alla guardia rivoluzionaria.

Alcuni osservatori hanno notato una strana coincidenza, ossia dopo tre mesi che Amiri, senza lasciare traccia, scomparve dall’Arabia Saudita, gli Stati Uniti sono venuti a conoscenza che l’Iran era in procinto di costruire un secondo impianto, per l’arricchimento dell’uranio a Qom, un centinaio di chilometri a sud di Teheran.

In ottobre, il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki ha comunicato di avere le prove, che gli Stati Uniti sono implicati nella scomparsa di Amiri ed ha responsabilizzato l’Arabia Saudita di aver facilitato il loro compito.

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