La geografia italiana dell’arsenico

9 giugno 2013 10:040 commentiDi:

Penuria di acqua nel 2050L’ arsenico, uno degli inquinanti ambientali più pericolosi oggi in circolazione, è anche estremamente nocivo per la salute umana, nei confronti della quale è responsabile di reazioni di tossicità e, a lungo andare, o in determinate quantità, di effetti cancerogeni e fatali.

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Ma come si presenta oggi la situazione italiana in relazione alla concentrazione dell’ arsenico nell’ ambiente, e in particolare nelle acque? Uno studio ha indagato il grado di inquinamento delle diverse falde acquifere nelle varie regioni d’ Italia.

Mela le sue proprietà

La legge italiana impone che la concentrazione massima di arsenico per ogni litro di acqua considerata potabile non superi i 10 mcg. Sulla base di questi limiti, dunque, la geografia italiana dell’ arsenico disciolto nelle acque superficiali e sotterranea risulta la seguente:

  • Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania – con esclusione della provincia di Napoli – Molise, Valle d’ Aosta, Veneto hanno una concentrazione massima < 10 mcg / litro
  • Sardegna, Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, trentino Alto Adige hanno una concentrazione massima compresa tra 11 e 50 mcg / litro
  • Latina, Napoli, Viterbo e Grosseto hanno una concentrazione massima compresa tra 51 e 100 mcg / litro
  • aree della Lombardia hanno una concentrazione massima compresa tra 101 e 300 mcg / litro
  • aree della Sardegna –  Sulcis – e del Veneto  hanno una concentrazione massima superiore a 300 mcg / litro.

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