La pena di morte nel mondo tra abolizioni, abolizionisti de facto e paesi che ancora la praticano

7 febbraio 2014 11:300 commentiDi:

sedia elettrica

Dalla notizia della possibile reintroduzione della sedia elettrica in Virginia, il dibattito sulla pena di morte è tornato tristemente alla ribalta.

In questo caso, però, non si tratta del riaccendersi del dibattito sull’applicazione della pena in sé – dibattito mai placatosi negli ultimi anni, da quando molte associazioni e istituzioni internazionali hanno chiesto a tutti gli Stati che ancora la praticano di procedere alla sua abolizione – ma del fatto che lo Stato americano sta decidendo in queste ore se reintrodurre la sedia elettrica.

La sedia elettrica è stato un metodo utilizzato per lungo tempo per uccidere i condannati a morte che poi, nel corso degli anni, pur rimanendo tra le possibili modalità, è stato sempre meno utilizzato. Al suo posto si utilizza un cocktail di farmaci che provoca la morte del condannato in modo indolore, o almeno così garantiscono gli Stati che lo usano.

Così però non è accaduto per Dennis McGuire, condannato a morte in Ohio, altro Stato Usa che prevede ancora la pena di morte, per aver abusato sessualmente e ucciso una donna incinta di otto mesi: l’iniezione praticata dal boia nel carcere americano, infatti, ha provocato all’uomo un’agonia di circa 13 minuti, un tempo spaventosamente lungo durante cui l’uomo ha costantemente urlato di dolore e panico.

Da qui, la decisione dello stato della Virginia di pensare ad una revisione della pena capitale con la reintroduzione della sedia elettrica.

Ciò che è successo a McGuire non era mai accaduto prima. Le iniezioni letali finora utilizzate, infatti, provocano la morte del condannato in pochi minuti, ma queste iniezioni non sono più disponibili. Da anni, infatti, le case farmaceutiche europee – è proprio in Europa che si producono i farmaci utilizzati per le iniezioni letali – hanno deciso di non fornire più agli Stati americani che prevedono la pena capitale queste sostanze.

La decisione è arrivata molto tempo fa e in questi ultimi anni nelle carceri americane si è messo mano alle scorte che però ora sono finite. Per ovviare al problema, l’Ohio ha usato un cocktail di farmaci sperimentale, composto da un sedativo, il Midazolam (l’uso di questo farmaco in via sperimentale per le esecuzioni capitali è stato approvato con uno specifico emendamento), e  da un tipo di morfina molto concentrata, l’Hidromorphone. Il cocktail, come possono testimoniare tutti coloro che erano presenti all’esecuzione, non ha funzionato.

Altra strada quella scelta dalla Virginia. La Camera dello Stato ha votato a favore della legge che riforma la pena capitale reintroducendo la sedia elettrica ed entro pochi giorni arriverà anche il responso del Senato.

In altri stati, come Texas, Georgia e Missouri, stanno utilizzando per le esecuzioni capitali un solo farmaco, un sedativo che viene iniettato in dosi massicce e che provoca la morte in pochi minuti.

La sedia elettrica, che molto probabilmente verrà presto reintrodotta in Virginia e forse da altri stati americani che seguiranno l’esempio, prevede che al condannato a morte vengano trasmesse delle forti scariche elettriche attraverso degli elettrodi applicati alla testa e al polpaccio: una prima per provocare la morte cerebrale, la seconda per la distruzione degli organi interni.


Comunque la si applichi – ci sono paesi in cui avviene per fucilazione – la pena di morte rimane un metodo di punizione discusso e fonte di accesi dibattiti sulla sua efficacia come deterrente dei crimini e sulla violazione del diritto alla vita di tutti gli esseri umani. Un dibattito, questo, che ha dato già qualche frutto, come l’approvazione della Moratoria universale della pena di morte da parte dell’Onu nel 2007, fortemente voluta dall’Italia, che segna una svolta epocale per la pena di morte e la sua applicazione, anche se sono molti gli stati che ancora mantengono in uso questo metodo.

La pena di morte nel mondo

Paesi in cui è prevista la pena di morte 

Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Autorità Palestinese, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Belize, Bielorussia, Botswana, Ciad, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba, Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Giamaica, Giappone, Giordania, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Singapore, Siria, Somalia, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, St. Vincent e Grenadines, Stati Uniti d’America, Sudan, Sudan del Sud, Thailandia, Taiwan, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen, Zimbabwe.

Paesi che hanno abolito la pena di morte per tutti i reati

Albania, Andorra, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bhutan, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Burundi, “>Cambogia, Canada, Capo Verde, Cipro, Città del Vaticano, Colombia, Costa Rica, Costa d’Avorio, Croazia, Danimarca, Ecuador, Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Gibuti, Grecia, Guinea Bissau, Haiti, Honduras, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Salomone, Italia, Kirghizistan, Kiribati, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Mauritius, Messico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Montenegro, Mozambico, Namibia, Nepal, Nicaragua, Niue, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Palau, Panama, Paraguay, Polonia, Portogallo, Regno Unito , Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Romania, Ruanda, Samoa, San Marino, Sao Tomè e Principe, Senegal, Serbia (incluso il Kossovo), Seychelles, Slovenia, Spagna, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Timor-Leste, Togo, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela.

Paesi che hanno abolito la pena di morte per reati comuni

Questi paesi hanno abolito la pena di morte per reati comuni, ovvero la maggior parte dei reati a parte quelli commessi in tempo di guerra.

Bolivia, Brasile, Cile, El Salvador, Fiji, Israele, Kazakistan, Perù.

Paesi abolizionisti de facto

Paesi che mantengono in vigore la pena di morte ma in cui non vengono effettuate esecuzioni da almeno dieci anni o che hanno introdotto delle moratorie.

Algeria, Benin, Brunei Darussalam, Burkina Faso, Camerun, Congo, Corea del Sud, Eritrea, Federazione Russa, Ghana, Grenada, Kenya, Laos, Liberia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Mauritania, Marocco, Mongolia, Myanmar, Nauru, Niger, Papua Nuova Guinea, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sri Lanka, Suriname, Swaziland, Tagikistan, Tanzania, Tonga, Tunisia, Zambia.






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