La telefonata di De Falco fu tutta costruita

30 settembre 2014 09:400 commenti

Adesso che la Costa Concordia è stata rimossa si continua a parlare in modo animato di quello che è successo a bordo della nave. Sembra abbia nuove rivelazioni la ballerina Moldava che era in plancia con Schettino al momento dell’impatto. Intanto qualcuno mette in dubbio la veridicità della telefonata di De Falco.

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I personaggi chiave per l’interpretazione di quello che è successo con la Costa Concordia al Giglio sono essenzialmente due. Da un lato troviamo Domnica Cemortan che, insieme al maitre Onorato, fu condotta da Schettino sul ponte per verificare la dritta della nave. La ballerina moldava ha dato un ultimatum al comandante, intimandogli di dire la verità prima di rivelarla lei stessa. Non le crede il procuratore di Grosseto che si sta occupando del caso Schettino e infatti la Cemortan non è tra le persone che la Procura intende ascoltare in merito al processo della Costa Concordia.


>L’ultimatum per Schettino lo detta la Cemortan

In questi giorni, però, crescono i dubbi anche intorno a De Falco, il comandante della Capitaneria di Porto del famoso “Vada a bordo, c@@@o!” Il suo trasferimento da un ruolo operativo ad un incarico di ufficio è vissuto come un caso di mobbing e lo stesso De Falco, nonostante abbia accettato l’ordine, se ne lamenta.

Intanto Patrizio Lepiane, noto penalista di Monza che ha svolto la difesa di Francesco Schettino, insinua che la telefonata di De Falco fosse stata preparata e studiata a tavolino. All’inizio del contatto telefonico, infatti, si sentirebbe De Falco dire: “Dovevo chiamare il procuratore, c@@@o!” Quindi tutto quello che è stato detto a Schettino subito dopo sembrerebbe legato alla volontà di trovare un capro espiatorio per l’accaduto.






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