Le prove della santità di Giovanni Paolo II nei suoi diari personali, salvati dalla distruzione

7 febbraio 2014 17:280 commentiDi:

papa-giovanni-paolo-II

Il prossimo 27 aprile 2014 la Santa Sede e tutta la Chiesa cattolica universale potranno festeggiare finalmente la canonizzazione di due pontefici, già beati, che si sono distinti per le loro opere e la loro infinita devozione: Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, così come annunciato in via ufficiale dallo stesso Papa Francesco durante un concistoro di cardinali tenutosi lo scorso 30 settembre 2013.  

Troverà quindi compimento l’atteso processo di canonizzazione di due figure molto rappresentative della storia ecumenica più recente, molto amate dai fedeli, Papa Wojtyla, che ha già assunto il soprannome di “papa globale” per la sua presenza e il suo operato internazionale, così al passo con i tempi, e Papa Roncalli, per la cui santificazione Papa Francesco ha ricevuto i voti favorevoli di tutti i Padri Cardinali e i Vescovi riuniti in sessione ordinaria.

Come è noto, la richiesta della canonizzazione di Papa Wojtyla è sorta in maniera entusiastica e spontanea in tutto il mondo sin dai primi giorni successivi alla sua morte e al motto di “Santo Subito” ha attraversato il pontificato di Benedetto XVI, fino a quando non è stata riconosciuta almeno la sua prima tappa, quella della beatificazione.

La beatificazione di Giovanni Paolo II, inoltre, è stata per la Chiesa anche un naturale riconoscimento di quel totale affidamento alla figura di Maria che il papa polacco aveva espresso nel corso di tutta la sua vita, così come sottolineato anche dal cardinale Agostino Vallini, che a suo tempo ha aperto il rito della beatificazione del pontefice.

Per tutta la vita, infatti, Papa Wojtyla ha continuato a ispirarsi al motto “Totus tuus”, riferito alla Madonna, e a guardare gli eventi del mondo attraverso la sua sincera devozione allo Spirito Santo e alla figura di Maria.

Ma proprio in questi ultimi giorni, in cui la data della proclamazione della santità per Giovanni Paolo II si avvicina sempre di più, sono venuti quasi miracolosamente – potremmo dire – alla luce anche una serie di documenti privati che svelano i lati più intimi della personalità del pontefice e che sono stati decisivi anche per il processo di canonizzazione.

Le prove della santità di Giovanni Paolo II nei suoi diari personali, salvati dalla distruzione

Lungo il corso di tutta la sua vita, infatti, Papa Giovanni Paolo II ha continuato a redigere, giorno dopo giorno, una serie di diari personali, delle carte private che lo stesso Wojtyla aveva chiesto però di distruggere al momento della sua morte. In questa particolarissima circostanza, tuttavia, c’è stata una persona che ha disobbedito alle richieste del sommo pontefice e, contravvenendo all’ordine ricevuto, ha salvato dalla distruzione le memorie del papa polacco.

Un atto di disobbedienza, tuttavia, che è apparso sin da subito come virtuoso, proprio per l’intrinseco valore che tali documenti possiedono e che si è rivelato ancora più grande alla luce del processo di canonizzazione.


Il responsabile di questo gesto è stato l’allora segretario personale di Giovanni Paolo II, l’attuale arcivescovo di Cracovia, Stanislao Dziwisz, colui che ha succeduto lo stesso Wojtyla nel ruolo. Il cardinale ha dunque provvidenzialmente salvato le carte personali del pontefice dalla distruzione, che sarebbe dovuta avvenire insieme a quella della corrispondenza privata, perché, a suo avviso, gettare tali diari alle fiamme “sarebbe stato un vero crimine”.

La scelta personale del cardinale, però, ha subito trovato una giusta conferma e approvazione , dal momento che i testi privati contenuti all’interno dei diari sono risultati molto utili alla definizione dei particolari della canonizzazione.

I diari personali di Giovanni Paolo II

Ma quale aspetto hanno gli scritti più intimi e segreti di uno degli uomini più grandi del nostro tempo e degli ultimi secoli? Quale è la forma che dobbiamo attribuire a queste confessioni private di papa Wojtyla? L’aspetto delle carte private del papa globale è in verità molto umile. Si tratta di circa 600 pagine di agenda, vergate in una grafia minuta, che, come immaginabile, hanno l’aspetto dimesso di appunti estemporanei, di annotazioni e di riflessioni spirituali.

Questo è dunque il loro aspetto, dai toni molto dimessi, ma il loro valore è appunto molto grande, perché costituiscono la più completa e veritiera testimonianza della vita spirituale del grande pontefice, così come è maturata giorno dopo giorno.

Gli appunti di Papa Giovanni Paolo II coprono un arco di tempo molto esteso, che va dal 1962 al 2003. Si tratta degli anni centrali del XX secolo, un periodo, tra l’altro, denso di grandi cambiamenti storici.

La pubblicazione in un libro

Per tutti i fedeli e per tutto il mondo ecumenico, tuttavia, la più grande notizia è che questi diari hanno già trovato una prima pubblicazione integrale due giorni fa presso una casa editrice polacca, la casa editrice Znack, che ne ha curato l’edizione, trasformando in un libro gli appunti spirituali del primo Papa globale della storia.

In questo modo tutti i fedeli potranno venire a conoscenza degli aspetti più segreti del rapporto del papa polacco con Dio e del modo in cui interpretava la sua spiritualità ed esercitava la sua devozione. Ma alcuni particolari di queste carte, alcuni significativi passaggi del pensiero di Giovanni Paolo II sono stati già resi noti dalla stampa in esclusiva. Ecco quali sono.

Gli argomenti e i temi trattati

Un primo appunto di significativa importanza riguarda un pensiero del 1997 in cui papa Wojtyla riflette sul perdono dei peccatori, facendo un confronto tra coloro che si presentano al cospetto di Dio già da giusti e coloro che si pentono in un secondo momento, per cui sarebbe più grande la gioia presso il Signore. A proposito di questo, ad esempio, gli editori rilevano un appunto inerente Ali Agca, l’attentatore del pontefice, che può essere forse interpretato come un possibile pentimento.

Altri pensieri di Giovanni Paolo II sono invece rivolti ad una possibile conciliazione tra due diversi fedi, il cristianesimo e l’Islam, a proposito del quale Wojtyla individua un significativo elemento di unificazione attraverso l’intermediazione della figura di Maria, a lui come abbiamo visto molto vicina.

Le carte del papa globale, inoltre, sono dense anche di riferimenti alla storia e agli eventi del suo pontificato, a partire dai primissimi giorni della sua elezione, nel 1978,che coincise, purtroppo con la grave malattia di un suo caro collega e amico fidato, il  vescovo Andrzej Deskur, che si ammalò proprio due giorni prima della chiamata al pontificato. Una coincidenza che lo stesso Wojtyla interpretò come un segno.






Tags:

Lascia una risposta