Le scoperte e le storie scientifiche più curiose e seguite del 2013

2 gennaio 2014 19:540 commentiDi:

PIA12375

Il mondo in cui abitiamo non smette mai di stupirci. E’ infatti uno straordinario universo in cui macrocosmo e microcosmo continuano ogni anno a regalarci innumerevoli sorprese, facendoci scoprire cose di cui non avremmo mai sospettato l’esistenza.

E come accade ormai sempre più di frequente, il web è diventato il “palcoscenico naturale” di quanto di nuovo o di bizzarro la ricerca scientifica e il progresso tecnologico sono in grado di regalare all’uomo. Le notizie infatti passano rapidamente di device in device prima ancora di aver impressionato l’intera comunità scientifica attraverso le pubblicazioni tradizionali, rimbalzano di schermo in schermo, entrano a far parte della vita di tutti i giorni anche attraverso un brevissimo tweet.

Sono le nuove frontiere delle scienza, una scienza globale e globalizzata, che nel corso del 2013 non ha mancato di dar luogo ad una serie di interessanti scoperte. Se siete curiosi però di conoscere quelle che nel corso dell’anno appena passato hanno riscosso il maggior successo tra il popolo di internet di tutto il pianeta e sono state ogni giorno sempre più seguite e cliccate, vi basterà scorrere la lista che troverete qui di seguito, che riporta le più appassionanti storie scientifiche di tutto il 2013!

La sonda spaziale Voyager 1 esplora una regione sconosciuta oltre i limiti del sistema solare

Nel mese di giugno 2013 la sonda spaziale Voyager 1, nel corso delle sue esplorazioni, è entrata all’interno di una regione sconosciuta del nostro universo, proprio ai limiti del sistema solare. Le caratteristiche di questo nuovo spazio hanno seriamente messo in imbarazzo i fisici, che, studiando le immagini a disposizione, non trovavano riconosciute le loro più accreditate teorie e soprattutto, non avevano affatto previsto questa possibilità. Solo alcuni mesi più tardi la NASA ha poi confermato che la sonda spaziale Voyager 1 aveva in realtà abbandonato il sistema solare alcuni mesi prima ed era entrata nello spazio interstellare.

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La scoperta del verme Bobbit, il predatore più inquietante dell’Oceano

Una delle creature più incredibili del pianeta si è imposta all’attenzione del mondo. Si tratta di un invertebrato che vive sul fondo degli oceani, un Eunice aphroditois, più conosciuto però nel mondo online sotto il nome di verme Bobbit. La sua caratteristica è quella di essere un pedatore micidiale, paragonabile sono ad altri ben noti pericoli del mondo animale diffusi sul pianeta. La sua tecnica predatoria si esplica in una lunghissima attesa, durante la quale fa emergere dal fondo marino solo una piccola parte del suo corpo. In realtà il suo corpo può raggiungere anche diversi metri di lunghezza – circa 10 piedi – ed è caratterizzato da sfumature arcobaleno che lo fanno credere quasi innocuo.

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Individuate nello Sri – Lanka la tarantole più grandi del mondo

Nel mese di aprile 2013 sono state per la prima volta individuati nello Sri – Lanka i ragni tarantola più grandi del mondo. La loro grandezza può infatti raggiungere, zampe comprese, quella di un volto umano. Questi ragni non vivono a terra ma hanno trovato posto sugli alberi di un quartiere dove una volta sorgeva un ospedale.


La “riscoperta” di Marte attraverso le immagini del rover Curiosity

Uno degli eventi scientifici più appassionanti del 2013 è sicuramente stata la “riscoperta” del pianeta Rosso, Marte, grazie all’atterraggio sul suo suolo del rover della NASA Curisity, che ha cominciato a diffondere sulla terra immagini in alta definizione di cui non si avrebbe mai avuto neanche il sospetto. In questo modo milioni di utenti di internet hanno potuto conoscere il suolo e il paesaggio di Marte con una precisione mai raggiunta in passato e hanno potuto godere anche di visioni panoramiche prima ad ora mai realizzate.

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Le strane “strutture” di una creatura ancora sconosciuta nell’Amazzonia peruviana

Sempre nella primavera del 2013 sono state diffuse attraverso internet le immagini di alcune particolari strutture molto intricate, di colore bianco, simili ad una staccionata, ma di dimensioni molto più piccole, che sono cominciate a comparire in punti diversi dell’Amazzonia peruviana. La loro caratteristica era quella di essere delle strutture perfettamente simmetriche rispetto ad un centro in cui veniva costruita una cuspide o piccola torre, sempre di colore bianco. Il caso ha incuriosito e appassionato esperti e naturalisti da tutto il mondo, che si sono messi alla ricerca della creatura che poteva essere stata l’artefice di tali architetture. Il caso, tuttavia, rimane ancora un mistero.

La più grande esplosione di un meteorite mai vista sulla Luna

Nel mese di maggio 2013 gli scienziati della NASA hanno avuto la possibilità di registrare la più grande esplosione di un meteorite sulla Luna in otto anni di continuo monitoraggio. La forte esplosione lunare è stata infatti causata da un ammasso roccioso del peso di circa 40 kg che è andato a sbattere sulla Luna ad una velocità pari a 90 km orari. L’impatto è stato la causa di un potentissimo flash, dieci volte più luminoso di qualsiasi altro fenomeno che fosse stato osservato in precedenza.

L’esaurimento del Plutonio – 238, il super carburante spaziale

Una delle storie scientifiche che ha maggiormente appassionato e sconvolto il web nel corso del 2013 è stata quella relativa al progressivo esaurimento del Plutonio-238, il prezioso carburante spaziale. Tutto quello che fino ad oggi si conosce dello spazio, dei pianeti e dell’universo che ci circonda, infatti, è in qualche modo connesso con questo super carburante. Basta infatti pensare che le più famose sonde spaziali degli ultimi tempi, come la Cassini di Saturno, il rover di Marte Curiosity e la New Horizons di Plutone sono alimentate da questo particolare metallo. Il suo decadimento radioattivo è quello che rende questo materiale insostituibile nelle missioni di esplorazione del sistema solare, ma il vero problema è costituito dal fatto che il Plutonio-238 appare oggi in esaurimento.

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Una teoria scientifica sul luogo in cui “riposa” la coscienza

Sempre nel corso del 2013 è stata anche proposta una radicale teoria sul funzionamento della coscienza umana. Da anni infatti sappiamo che gli esseri umani sono dotati di questa potenzialità che li distingue dagli altri esseri viventi, ma dove deve essere individuata la coscienza dell’uomo? In quale regione specifica del nostro cervello è possibile rintracciarne la sede? Un neuroscienziato di nome Christof Koch, attivo presso l’Allen Institute for Brain Science, ha provato a trovare una risposta alla domanda che da millenni si ripetono filosofi e scienziati.

 

 

 

 

 






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