Legale di Misseri parcelle televisive sostanziose

Trasmissione TVOgni giorno la testata Panorama.it telefona all’avvocato Daniele Galoppa, difensore di Michele Misseri, in carcere a Taranto con l’accusa di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi. 

Tuttavia, al settimanale, viene sempre risposto che l’avvocato è impegnatissimo e non può staccarsi neanche per un secondo, dal suo lavoro. 

Panorama tenta di ottenere almeno un appuntamento telefonico, ma la risposta definitiva è “No”. 

Il motivo dell’insistenza è semplice: nel giro di qualche giorno dovrebbe svolgersi un incidente probatorio decisivo, chiesto proprio da Galoppa per congelare la versione, ci si augura quella definitiva, del suo assistito su quanto avvenne il pomeriggio del 26 agosto scorso tra via Grazia Deledda ad Avetrana, dove Sarah sparì, e il podere in zona contrada Mosca dove il suo corpo fu ritrovato in fondo a un pozzo. 

Misseri finora ha già smentito se stesso,  negando di aver usato violenza sessuale sul corpo senza vita della ragazzina. In più occasioni il suo avvocato ha già annunciato nuove eclatanti rivelazioni. 

Per questo, Panorama cerca di mettersi in contatto con lui. Una prassi normale e comune: il giornalista domanda, l’intervistato – in questo caso un avvocato – risponde ciò che vuole e ciò che può. 

Peccato che, nonostante i ripetuti tentativi, Galoppa a Panorama non abbia mai risposto. Una volta era impegnato con dei clienti, un’altra stava in Procura, un’altra ancora in Tribunale. Lunedì scorso è rimasto chiuso nel suo studio con altri giornalisti per ore. 

Nel frattempo però l’avvocato Galoppa era ospite fisso di Quarto Grado, su Rete4, il 10, il 15 e il 22 ottobre, partecipava all’Arena di Domenica in, Matrix, Mattino cinque, La Vita in diretta e via dicendo. 

Panorama, però, scopre che l’Ordine degli avvocati ha deciso di chiedere conto al suo iscritto di tanta disinvoltura. Il Consiglio avrebbe acquisito una copiosa documentazione audio-video e al legale potrebbe essere contestata innanzitutto la violazione dell’articolo 12 della legge professionale forense, nel quale è prescritto che “gli avvocati ed i procuratori debbono adempiere al loro ministero con dignità e con decoro, come si conviene all’altezza della funzione che sono chiamati ad esercitare nell’amministrazione della giustizia”.

Galoppa, infatti, avrebbe partecipato alle trasmissioni televisive dietro il pagamento di cifre intorno ai tremila euro.

Ripreso da una telecamera nascosta Galoppa ha confessato: “Sì mi sono fatto pagare per andare in televisione. Qual è il problema? Lo fanno tutti, non capisco perché non dovrei farlo anche io”. 

Se lo facciano tutti di prendere soldi per andare in tv non lo sappiamo. Ma che non tutte le testate giornalistiche paghino per ottenere un’intervista invece sì. 

Fonte Panorama

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