Leonardo predice la fine del mondo nel 4006

mar 15th, 2010 | Magazine | Categoria: approfondimenti

UltimaCena

Una data da scrivere doverosamente nel diario: Leonardo da Vinci ha predetto che la fine del mondo si verificherà il 1° novembre dell’anno 4006, questo è quanto riferisce un ricercatore del Vaticano.

Sabrina Sforza Galitzia ha precisato che gli indizi sarebbero stati ritrovati nel dipinto murale di Leonardo “l’ultima cena”, la parte centrale, la finestra  dietro il Cristo con i suoi discepoli prima della crocifissione contiene “matematici e astrologici” pezzi di puzzle che sono stati completamente elaborati e decifrati. 

Galitzia ha affermato che da Vinci previde la fine del mondo a causa di un “diluvio universale”, che dovrebbe iniziare il 21 marzo e terminare il 1° novembre 4006. Dai documenti è emerso che Leonardo si convinse che questo avrebbe segnato “una nuova era per l’umanità”.

“Il codice da Vinci c’è e non è solo quello reso popolare dallo scrittore Dan Brown,” ha sottolineato la ricercatrice.

Galitzia Sforza, che in precedenza ha studiato i manoscritti di da Vinci come ricercatore, presso l’Università della California a Los Angeles, ora lavora presso gli archivi del Vaticano.

Lo scorso anno, il Vaticano pubblicò una ricerca della Galitzia, inerente il suo approfondimento dell’Ultima Cena, sulla base dell’opera dipinta su un arazzo da Leonardo, su incarico del Re Luigi XIII di Francia. 

Nel rapporto stesso, l’esperta spiega cha ha lavorato ad una sequenza di immagini che fanno presupporre che Leonardo abbia voluto nascondere un “codice”, raffigurando i segni dello zodiaco e l’utilizzo delle 24 lettere dell’alfabeto latino per rappresentare le 24 ore del giorno. 

Da Vinci vide la storia dell’umanità, “la somma di tutte le cose, la resa dei conti finale” descritta sia nel libro delle Rivelazioni, ma anche da antichi scrittori, come Platone e Aristotele. Era stato uno scienziato e uomo di fede che aveva vissuto in “tempi difficili” e fu costretto a nascondere i suoi “messaggi”, in modo di non dover essere perseguitato. Ha chiarito Galitzia Sforza. 

Il capolavoro, l’Ultima Cena, che misura 460 x 880 centimetri, copre un’intera parete della Chiesa Santa Maria delle Grazie a Milano.  

Leonardo Da Vinci iniziò l’opera nel 1495 e la completò nel 1498. Restaurato poi  tra il 1978 e il 1999.

Nel 2003 uscì il romanzo Il Codice Da Vinci scritto da Dan Brown e nel 2006 fu girato il film,  nei quali si ipotizza che la figura alla destra di Gesù del dipinto, non è l’apostolo Giovanni, ma Maria Maddalena, incinta di Gesù.

Sia il romanzo che il film sono stati entrambi attaccati dalla Chiesa, quale fatto storicamente inesatto e blasfemo.

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7 comments
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  1. Spett.le Direttore
    Sono da oltre un ventennio uno studioso dell’opera di Leonardo; recentemente il Prof. Carlo Pedretti ha elogiato alcuni miei studi sul suo “Leonardo & io” (edito da Mondadori) citando proprio una mia interpretazione del Cenacolo che da vari anni è stato per me motivo di studio e ricerca espletati in alcune pubblicazioni del 1990, del 2005 e del 2006.
    Mi è capitato di leggere il 14/ Marzo su Repubblica un articolo dal titolo “Il Vero Codice da Vinci” di Barbara Frale e Sabrina Sforza Galitzia che mi ha lasciato molto perplesso. Premetto che il libro di cui si parla nell’articolo non è stato ancora letto dal sottoscritto ma, da quanto si afferma nell’articolo, emerge che la studiosa Sabrina Sforza Galitzia è in forte contraddizione sia con se stessa che con quanti nel Vaticano la sostengono (il Cardinale Raffaele Farina, Padre Juan Casanovas) e la Ucla University di Los Angeles, il cui centro studi leonardeschi è stato fondato dallo stesso Prof. Carlo Pedretti (di cui si allega articolo di riferimento presente sul suo libro)*.
    Ma veniamo a quello che scrive la studiosa che dice di essere rimasta affascinata dai numeri, dai calcoli e dalle figure geometriche….la continua ricorrenza al numero 8 ed ai suoi multipli, al 12 e al 72. “La quadratura del cerchio, del triangolo, delle lunule, dello gnomone, un antico linguaggio caduto in disuso. Nulla a che vedere con cabala ed esoterismo”. Poi stranamente parla di un cammino verso la Conoscenza della Creazione e della Rivelazione e cita prima Aristotele e poi Platone col suo Timeo, che nella Scuola d’Atene di Raffaello, guarda un po’ il caso, è proprio impersonato da Leonardo. Ma insomma la Dott.ssa sa che cos’è la Kabala ebraica o pensa che sia semplicemente la ruota del lotto, quella napoletana, tanto per intenderci? Lei parla di un cammino verso la conoscenza della creazione e la Kabala è proprio esattamente questo. Forse ignora che Cristo era Ebreo e Dio, suo padre, il Dio di Abramo? La ricerca di quella conoscenza, anche per Leonardo, non poteva passare che da quella strada alla quale sono riconducibili i valori ed i significati dei numeri stessi così come ci hanno insegnato illustri mistici e studiosi quali Gioacchino da Fiore, Pico della Mirandola, Cecco d’Ascoli e tutti i Neoplatonici del Rinascimento.
    Ma la studiosa, oltre a voler forzatamente ignorare tutto questo, vuole proprio finire col botto decidendo di stupirci sostenendo che Leonardo, nel Cenacolo, ha nascosto una profezia per il 21 marzo 4006, e afferma …..“Leonardo pensava alla Rivelazione e al Diluvio Universale”. La rivelazione è certamente un buon motivo di interesse per Leonardo, e questo è già stato scritto, prima della Sig.ra Galitzia, da altri studiosi, compreso chi scrive(Arcani occultati di Leonardo edito da Saval nel 1990; Leonardo, Piona e il Cenacolo, edito da Aisthesis, 2005; la Gioconda, il volto e l’anima, edito da Aisthesis 2006) ma attraverso quegli elementi che sono più consoni con la cultura e con testi dell’epoca. Nell’immagine del Cenacolo la studiosa è arrivata anche a storpiare la struttura stessa della sequenza degli apostoli, invertendo Pietro con Giuda e Tommaso con Giacomo Maggiore.
    Come ho più volte scritto sarebbe forse oggi più che mai, nel clima difficile che si è instaurato fra le tre religioni monoteiste, che l’ambiente Vaticano si rendesse conto dell’importanza che può avere un recupero delle origini della nostra religione. La Kabbala è da molti e forse troppi Cristiani considerata un tabù; e forse un mare troppo agitato e pericoloso per poterlo considerare oggetto di studio e considerazione; ma negare l’evidenza di una presenza cabalistica nell’opera degli artisti neoplatonici del rinascimento è ancora più grave e controproducente per la pace e per il bene comune.
    Prof. Ernesto Solari

    Da Leonardo, Newton…e Gioacchino da Fiore…l’ultima risposta a Dan Brown
    Già nel 1990 con la mostra in San Francesco e il libro “ Leonardo gli arcani occultati” e successivamente presso il convegno della Rivista Astra ipotizzai la presenza di un messaggio profetico nel Cenacolo di Leonardo che prediceva l’apocalisse.
    Leonardo, alla luce delle sue conoscenze su Gioacchino da Fiore (e di questo legame vi sono prove inconfutabili proprio nella composizione del Cenacolo stesso), ripercorse l’ipotesi Gioachimita sulla nuova età dello spirito del 1260, tentando di trovare una risposta a quell’ incredibile errore che di fatto portò alla distruzione degli stessi gioachimiti…
    Nell’albero della storia di Gioacchino ci sono 42 generazioni successive alla venuta di Cristo, ciascuna rappresentata dal numerale romano XXX (cioè 30 anni)…poichè 42X30 = 1260, i Gioachimiti fissarono nell’anno 1260 l’inizio del periodo di germinazione del terzo stadio della storia, cioè l’età dello Spirito Santo. Si tratta comunque di una conclusione a cui non era pervenuto neppure lo stesso G. da Fiore e che difficilmente può essere condivisa anche perchè i Gioachimiti iniziarono già nel 1230 ad apportare idee di riforma della Chiesa.
    Leonardo riprese i calcoli dell’abate e li inserì in una sorta di orologio collocato sul soffitto del Cenacolo: si tratta dei cassettoni presenti nella copertura secondo una suddivisione di 7 x 6 che indicano (come scrissi nel libro gli arcani occultati) nel totale di 42, oltre il significato cabalistico della morte imminente dell’amico (N°42) soprattutto il numero delle generazioni che moltiplicate per 30 (è il numero di anni attribuito ad ogni generazione da Gioacchino) danno quale risultato 1260. Tornando ai (7×6)=42 cassettoni del Cenacolo si deve considerare (come possibile significato simbolico) che il 6 può rappresentare la Quaresima (cioè la sesta età del mondo- il secondo stato) e il 7 la Pasqua (cioè le 7 settimane in cui si fissa il periodo Pasquale)…ciò che nella età sesta (6) si è compiuto secondo la carne, nella settima si deve compiere secondo lo Spirito.
    E’ poi doveroso riflettere sul fatto che Gioacchino considerava in 72 settimane il raggiungimento del tempo finale in cui dovevano accadere gli avvenimenti descritti da Ezzechiele e nell’Apocalisse di Giovanni.
    E sempre in merito al N°.72 possiamo considerarne la presenza nei libri di Enoch come riferimento alle 72 lingue ed ai 72 Principi.
    Il 72 è anche corrispondente alla somma numerica delle lettere corrispondenti al Tetragramma Gioachimita.
    Potremmo considerare questa data come la conclusione del terzo stadio (o età dello Spirito Santo) oppure l’inizio di questa nuova fase auspicata da Gioacchino?
    E’ necessario, prima di trarre delle possibili conclusioni in merito all’opera Leonardesca, considerare alcuni significativi elementi numerologici relativi alla vita dell’uomo medio: secondo S.Agostino la vita si divideva in sei età che equivalevano ai sei giorni della creazione, mentre la storia dell’umanità era divisibile in sei epoche fino a Cristo (condivisa anche da Gioacchino) . Ognuna di queste età durava 12 anni così da ottenere 72 anni. Secondo santa Ildegarda di Binghen (1098-1179) invece la vita dell’uomo si divideva in 12 età che equivalevano al numero delle stagioni per tre che moltiplicate per sei (epoche) dava sempre 72. Tutte queste opinioni portano stranamente a considerare sempre il n° 72 che moltiplicato per 30 anni da sempre 2160. Da un esperimento che si effettuò al computer, nel quale si prolungava il soffitto nel suo naturale sviluppo prospettico fino al limite della parete, si otteneva un prolungamento di 30 cassettoni (5×6) che moltiplicati sempre per 30 anni dava come tempo restante 900 anni, dalla somma fra 1260 e 900 si ottiene anche in questo caso un totale di 2160 anni che corrisponderebbe agli anni che intercorrono fra il passaggio da una costellazione ad un’altra secondo il fenomeno, che Leonardo conosceva, della precessione degli equinozi. E Leonardo pone il Cristo sole al centro della cena con alla sua destra Giovanni (era dei pesci) e alla sua sinistra Tommaso (era dell’acquario), proprio le due costellazioni fra cui avverrà questo passaggio. Ma non è tutto, la dimostrazione che il Cenacolo era ispirato da Gioacchino ed alla sua Nuova età dello spirito ci viene offerta da una prova inconfutabile che ritroviamo nella disposizione degli Apostoli: dal numero 12 (= le Tribù) possono derivare alcuni riferimenti alle cinque chiese principali e alle altre sette di cui si parla nell’Apocalisse. Sono infatti 12 le Chiese come 5 sono i sensi e 7 le virtù (=12). Dodici (12) sono anche i pani dell’Ultima Cena, 5 sono quelli d’orzo (che corrispondono al Vecchio Testamento) e 7 quelli di frumento (che corrispondono al Nuovo Testamento e all’Apocalisse). Il primo ciclo del mondo in cui si compì il Vecchio Testamento ebbe cinque età mentre il secondo, in cui vede la sua realizzazione il Nuovo Testamento, è ripartito in sette suddivisioni quasi fossero sette piccole età. Gioacchino, nel suo libro sull’Apocalisse, riprende proprio il discorso sulle cinque chiese Pietrine (che rappresentano la vita attiva) e sulle sette chiese Giovannee (legate alla vita contemplativa mettendo a confronto i due Apostoli proprio come fa Leonardo). Pietro ha il coltello dietro la schiena e appoggia una mano minacciosa sulla spalla di Giovanni; dietro a Pietro (chiesa di Roma) ci sono proprio i quattro apostoli legati alle chiese di Gerusalemme, di Antiochia, di Alessandria e di Bisanzio. Possiamo quindi ipotizzare la data del 2160 come la possibile Apocalisse o come l’inizio dell’era dello Spirito Santo che ci porterà verso l’Eden?… questa Apocalisse di cui Isaak Newton ha parlato ci sarà?…sarà nel 2060 ovvero 1260 anni dopo la caduta dell’Impero Romano (nell’814 con l’incoronazione di Carlo Magno) o nel 2160 con l’inizio dell’era dell’Acquario e quindi con l’inizio della Nuova età dello Spirito. Un cosa certa è che da questo confronto fra i due apostoli possiamo finalmente trovare quelle risposte importanti al Codice da Vinci di Dan Brown e ad ipotesi come quella del 13° Apostolo di Roberto Giacobbo che molta gente aspettava. Questa suddivisione del Cenacolo effettuata da Leonardo col rapporto 5 e 7 evidenzia il contrasto fra le due fazioni: quella capeggiata da Pietro e quella capeggiata da Giovanni (come descritta da Gioacchino) che vengono messe a confronto diretto. Questa spiegazione andrebbe a cancellare l’ipotesi del Giovanni-Maddalena di Brown e del 13° apostolo di Giacobbo.

    SEGUE LA RISPOSTA DI CARLO PEDRETTI (MASSIMO ESPERTO DI LEONARDO AL MONDO)
    Caro Professor Solari,

    Grazie del messaggio col quale ha avuto la bontà di anticiparmi la Sua entusiasmante disamina di rimando alle tesi di Dan Brown e seguaci e portando in campo addirittura Newton. Benché non sia né incline né preparato ad occuparmi sistematicamente di iconologia e simbologia, ammiro studiosi come Lei che sanno offrire contributi seri e ponderati a una disciplina per me francamente ostica e che richiede acume eccezionale e conoscenza sterminata. Il Suo messaggio è la sintesi mirabile di una tesi brillantemente articolata in tutta la sua complessità.
    È appunto dalla mirabile chiarezza delle incalzanti e avvincenti argomentazione di ordine numerologico che al numero 72 viene ad essere conferito valore emblematico oltre che simbolico. E questo secondo un percorso concettuale da Lei opportunamente evidenziato in rapporto col numero effettivo dei cassettoni nel soffitto del Cenacolo, cioè tenendo conto di quelli che non si vedono, e passando quindi all’interpretazione del ruolo degli oggetti collocati sul tavolo e della stessa disposizione degli apostoli. Di tutte le tesi interpretative del Cenacolo delle quali sono venuto a conoscenza in questi ultimi tempi, la Sua, così lucida e puntuale, e direi proprio di brevità evangelica, è la sola che mi convince.
    Lei ha ragione a richiamarsi al Suo Leonardo. Gli arcani occultati del 1990 – che dovrei avere a Los Angeles, ma non ne sono sicuro – dove per primo ebbe a ipotizzare il rapporto fra la concezione leonardiana del Cenacolo e le idee di Gioacchino da Fiore. Penso che la Sua tesi potrebbe trarre ulteriore sostegno dall’opera di Luca Pacioli, in particolare la Divina proportione, dove il lungo capitolo 54 è dedicato appunto al corpo di 72 lati. Proprio su questo esiste la tesi di laurea di una mia allieva, Byrna Rackusin, purtroppo morta giovanissima. Con l’aiuto di André Chastel mi fu possibile farla pubblicare in “Bibliothèque d’Humanisme et Renaissance” nel 1977 (Tome XXXIX, 3, pp. 479-502).
    È questo un piccolo capolavoro, purtroppo poco noto, che porta in campo appunto la numerologia e dove si avverte distintamente un implicito riscontro leonardiano, non solo quindi nell’abside bramantesca delle Grazie ma anche nello stesso Cenacolo, proprio quello che Lei ha ora messo in evidenza con accattivante forza di persuasione.
    Sono ora di nuovo nella mia residenza presso Vinci e se capitasse da queste parti mi farebbe molto piacere una Sua visita.
    Tante cose e ancora complimenti,

    Carlo Pedretti

  2. Si ringrazia per le precisazioni

  3. Sono lo studioso di Leonardo menzionato nel commento del prof. Solari. Spero di essere conosciuto soprattutto e per la mia indulgenza e generosità, ma Il libro di cui si parla non ha alcun valore dal punto di vista dello studio e non è nemmeno scaltro come il Da Vinci Code che vorrebbe emuiare. Ne ho preparato una stroncatura di prossima pubblicazione, pure in inglese.

    I am the Leonardo scholar mentioned by Professor Solari in the comment above. I should like to be known above all for my leniency and generosity, but the book in question is without any value from the viewpoint of scholarship and it is not even as astute as The Da Vinci Code, which it tries to imitate. My severe criticism is forthcoming, in English too.

  4. A quanto risulta dalla lettura di articoli e interviste pubblicati in occasione della presentazione del suo libro, Sabrina Sforza Galizia sembra volersi inserire nel remunerativo filone dei misteri-gossip leonardeschi. E infila una imbarazzante “perla” dietro l’altra… A partire dalle “profezie” di Leonardo prese per vere profezie, quando in realtà si tratta di arguti indovinelli con relativa soluzione, passando per la suddivisione del mappamondo di Martin Waldseemuller disegnato nel 1507 che sarebbe rintracciabile nelle pieghe della tovaglia del Cenacolo dipinto tra il 1495 e il 1498 (articolo su La Repubblica), per finire come al solito col Giovanni/Maddalena, prezzemolo di ogni mistero leonardesco, dimenticando che tutti i Giovanni di tutte le ultime cene rinascimentali hanno tratti efebici, riconducibili ad una precisa, motivata e canonica tradizione iconografica della Chiesa.
    Spero che le castronerie che si leggono da un mese a questa parte siano solo il frutto di malintesi e approssimazioni giornalistiche, e che il libro in questione, che tratta dell’arazzo vaticano, sia di altro spessore.
    I miei articoli sulle bufale leonardesche in http://www.diegocuoghi.com

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