L’esercito di donne curde che combatte contro l’ISIS

Se n’è parlato a lungo l’anno scorso, grazie alle informazioni diffuse dalle trasmissioni televisive e dai giornali, ma anche grazie a incontri organizzati da movimenti e partiti politici. Ritorna oggi in vigore, anche grazie a un post su Facebook del francese René Leucart che ha voluto così ricordare come in Medio Oriente si stia combattendo una battaglia molto importante, non solo dal punto di vista militare, ma anche da quello culturale, sociale e morale. Protagoniste? Le donne curde. 

Sono tutte donne, sono un esercito, spesso sorridono, tranne quando sono chiamate a difendere i diritti civili o a condannare le barbarie e le atrocità dell’ISIS. Perché lì il nemico è uno solo: lo Stato islamico. Loro sono curde e sono sempre in guerra. Sono pochi, non sono bene attrezzati e nessuno sembra aiutarli davvero. Ci pensa poi la Turchia a bloccarli e a rendere tutto più difficili. Eppure loro stanno ancora lì, a combattere, da soli ma allo stesso tempo uniti tra loro.

Come ha affermato Nessrin Abdalla l’anno scorso a Montecitorio, le donne dell’esercito curdo hanno liberato Kobane salvando molti villaggi dai militanti dell’ISIS: racchiudono tutte le minoranze per ottenere un unico obiettivo: quello della libertà. Libertà che si traduce nello sradicare l’ISIS dai suoi territori.

Sul suo post, Lecaurt ha voluto omaggiare le donne dell’esercito curdo, affermando come esse siano organizzate costantemente e in prima linea a ogni conflitto, convinte che il loro sesso sia un vantaggio dal punto di vista psicologico, visto che i jihadisti pensano che essere uccisi da una donna chiuda per sempre loro le porte del paradiso. Non hanno paura e si battono sui territori insieme, sacrificando la loro vita alla causa anti-jihadista. Alcune di loro sono sposate e con figli, molte sono giovani.

Qui sotto alcune di loro ritratte in foto.

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