L’ultimo album di De Gregori

30 novembre 2012 09:070 commenti

“Guarda che non sono io quello che stai cercando”. Potrebbe riassumersi in questi versi tratti dall’omonima canzone il manifesto del nuovo Francesco De Gregori, contenuto nel tessuto del suo nuovo album ‘Sulla Strada‘.

Sono passati quattro anni da “Per brevità chiamato artista”. Ora, visti i cambiamenti nel sound e nelle immagini, per brevità dovremmo chiamarlo Francesco III. Dimenticato il periodo ermetico e il periodo rock, De Gregori torna a parlare d’amore.

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E lo fa ‘Sulla strada’, la strada di una vita percorsa a suonare e leggere. Sulla strada come il capolavoro di Kerouac, che De Gregori confessa di aver letto solo a sessant’anni. Lo ha ispirato? No, c’è solo il titolo, perché il resto del libro è un percorso biografico lontano da quello letterario.

La sua, quella di De Greogori, è una strada diversa. Una strada ricca di momenti non proprio solari. Così dopo la title track che apre il disco squarciandolo come un fulmine al ciel sereno, è il momento di parlare degli altri conferendo loro il nostro linguaggio più erudito. De Gregori diventa “l’operaio che lavora sulla massicciata”, il cui pane “sa di polvere”, la cui acqua è “salata”. Oppure diventa il protagonista di “Falso movimento”, brano dedicato ai soldati che non tornano dalla guerra.

Il disco vanta la partecipazione in due bani di Malika Ayane.

 

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