Manovra calciatori perdono il mondiale ma vincono contro il Governo

30 agosto 2011 10:590 commentiDi:

Il premier è davvero deciso, la soprattassa sui ricchi, il cosiddetto “contributo di solidarietà”, il 5% che doveva essere applicato su tutti i redditi lordi superiori a 90 mila euro l’anno, è saltata, rimarrà solo per i parlamentari, quindi i calciatori potranno dormire sonni tranquilli e a riprendere la loro attività (si spera seriamente), visto che, alla luce dei fatti, i loro  stipendi sono salvaguardati.  

“Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporrò che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l’aliquota del contributo di solidarietà”. Aveva così replicato alle proteste dei calciatori, il ministro della Semplificazione Normativa, Roberto Calderoni. Invece come d’incanto l’ipotesi sul contributo di solidarietà salta per i calciatori e rimane solo per i parlamentari. 

E ora le polemiche impazzano: Nulla di più facile che su Facebook possa nascere un altro neo gruppo di discussione su ciò che determina tali scelte nel Governo. 

I calciatori italiani guadagnano molto di più di tantissimi altri loro colleghi, rammentiamo l’incontro ai mondiali che ha visto la nostra squadra perdere contro la Nuova Zelanda, un team formato da impiegati, bancari, assicuratori e agricoltori, lo stipendio lo guadagnano principalmente dal loro lavoro, eppure in quella partita, i neo zelandesi  avevano dato anima e corpo, portandosi a casa una bella vittoria.


Recentemente la “Gazzetta dello sport” aveva reso pubblici i 494 stipendi dei calciatori di Serie A, seguiti dai numerosi commenti della gente che si mantiene con circa 1000 euro al mese. 

Si va dai 120 milioni annuali del Milan agli appena 11 milioni del Cagliari, passando per i 96,9 milioni della Juventus e i 30 milioni della Fiorentina.  Il più pagato è Kakà con 6 milioni di euro.

Davanti a queste cifre ci si chiede cosa sarebbe stato per loro pagare un contributo del 5% o 10%. La solita storia, anche questa è un’altra  casta da non toccare. 

Oggi le principali testate giornalistiche riportano: “Manovra, via tutte le nuove tasse parte il ritocco alle pensioni”. E cosa c’è di meglio che toccare i sempre più deboli, i sempre più indebitati e perché no, mirare a coloro che ormai non possono più permettersi nemmeno uno sciopero, contro chi li sta affamando, perché quella giornata di sciopero costa troppo cara e quella detrazione di circa 100 euro  è necessaria per il mantenimento della famiglia.

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Ultimo aggiornamento 30 agosto 2011 ore 12,55          






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