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Matteo è morto in Afghanistan. Qui ogni metro può essere l’ultimo

“Qui, ogni metro può essere l’ultimo”, scriveva così in una  lettera, Matteo Miotto, 24 anni, di Thiene, caporalmaggiore al 7/o reggimento alpini di Belluno, rimasto vittima di un cecchino in Afghanistan, uno scritto nel quale il militare vicentino racconta le sue paure,  dopo la morte dei suoi 4 commilitoni avvenuta il 9 ottobre 2010, ma rende noto anche il suo senso del dovere e la solidarietà nei confronti della popolazione locale.

Matteo è l’ennesima giovane vittima italiana, che perde la vita durante una missione umanitaria, in una terra dove la legge è seguita solo da pochi, l’Afghanistan, paese dove lo straniero non è ben visto da numerosi gruppi ribelli, un luogo dove Matteo si trovava dallo scorso mese di luglio.

Il giovane alpino, assieme agli uomini del suo reparto e a una componente del genio era impiegato nella Task Force South East, la task Force italiana che dal primo settembre ha iniziato ad operare nell’area al confine con l’Helmand.

Matteo Miotto è stato colpito da un colpo di arma da fuoco, mentre si trovava all’interno della base di Buji, il proiettile, sparato da un cecchino, ha trafitto una delle poche parti del corpo non protette dal giubbotto, penetrando la  prossimità della spalla che ha raggiunto gli organi vitali, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Nella lettera Matteo trascrive una frase che non lascia trapelare ciò che gli avrebbe riservato il destino. “Mi ricordo quando mio nonno mi parlava della guerra: ‘brutta cosa bocia, beato ti che non te la vedarè mai…’ Ed eccomi qua, valle del Gulistan, Afghanistan centrale, in testa quello strano copricapo con la penna che per noi alpini è sacro. Se potessi ascoltarmi, ti direi ‘visto, nonno, che te te si sbaia’…”.

Il rientro della salma del giovane caporal maggiore Matteo Miotto,è previsto per domani mattina, verso le ore 10,  all’aeroporto di Ciampino.

Lunedì pomeriggio verrà allestita la camera ardente a Roma, dove saranno anche celebrati i funerali solenni. La salma di Matteo verrà quindi trasferita a Thiene, suo paese di origine.

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