Melania Rea è stata uccisa da una donna lo sostengono i legali del marito

16 luglio 2011 16:180 commentiDi:

Melania e’ stata uccisa da una donna”, a sostenerlo i legali di Salvatore Parolisi, marito della 29enne trovata uccisa in un bosco di Ripe di Civitella.

Intanto, dopo le rivelazioni sulle modalità dell’omicidio emerse dall’autopsia effettuata sul cadavere di Melania, oggi, si dovrebbe conoscere la decisione del gip di Ascoli. Ieri fonti investigative hanno sostenuto che “Parolisi ha mentito su tutto”.

Per gli avvocati Biscotti e Gentile, Parolisi è innocente ed è vittima di un ennesimo attacco mediatico “dimostrato dalla fuga di notizie sulla richiesta d’arresto avanzata dai pm ascolani”.

Per entrambi i difensori, il responsabile del brutale omicidio avvenuto ormai quasi sicuramente a Ripe di Civitella, sarebbe una donna. Pare, infatti, che uno dei dettagli emersi dall’esame autoptico, sotto le unghie del cadavere di Melania Rea sarebbe stato trovato del Dna femminile.

La Procura di Ascoli, invece, ha chiesto al Gip del Tribunale locale l’arresto, per il caporal maggiore dell’Esercito. Contro Parolisi ci sono i risultati dell’autopsia sul cadavere della vittima, i tabulati telefonici, il racconto della scomparsa della moglie nella giornata di lunedì 18 aprile dal Colle San Marco di Ascoli, racconto che non è mai stato avallato dai numerosi testimoni che si trovavano sul posto.

“Si chiede l’arresto di un uono, quando sotto le unghie è stato trovato del DNA femminile”, contrattaccano gli avvocati Biscotti e Gentile, “Il Dna di Salvatore è stato trovato solo nella bocca di Melania come probabile conseguenza di un bacio”. Affermano. Inoltre “Le ferite sono state provocate da due diverse armi (o oggetti) e in tempi diversi. Questi dati, da soli, consentono la rovina del castello accusatorio a senso unico contro Parolisi tralasciando altre piste. Noi chiediamo: chi è la donna che ha aggredito e probabilmente ucciso Melania”. Concludono i difensori di Parolisi.

”Il rinvenimento di tracce di Dna femminile sotto l’unghia del quarto dito sinistro (l’anulare)”, come viene relazionato nella perizia medico-legale, “di Melania Rea, richiama per associazione l’anello d’oro con un solitario che la donna indossava sembra proprio a quel dito, insieme alla fede nuziale, e che fu ritrovato accanto al corpo della vittima, nel Bosco delle Casermette. Un anello di fidanzamento della donna, rinvenuto durante il secondo sopralluogo nella pineta del Teramano.

L’ipotesi era stata che Melania, in uno scatto d’ira, se lo fosse sfilato lanciandolo contro il suo aggressore o che si fosse sfilato dal dito durante la colluttazione.

Tuttavia, ora, con il ritrovamento delle tracce di Dna femminile, potrebbe farsi strada l’ipotesi che l’anello le sia stato sfilato da una donna, forse, propria dalla sua stessa assassina.

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Ultimo aggiornamento 16 luglio 2011 ore 18,15

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