Melania Rea foto pronta a scagionare Parolisi

31 luglio 2011 13:192 commentiDi:

Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito, in stato di detenzione cautelare con l’accusa di omicidio della moglie Melania Rea, è stato trasferito ieri mattina dal carcere di Ascoli a quello di Teramo. Un trasferimento previsto, dopo il passaggio dell’inchiesta alla procura abruzzese per competenza territoriale.

Intanto dagli atti  nelle mani degli inquirenti emerge un nuovo elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale a scagionare Salvatore Parolisi.

Da una foto scattata da alcuni ragazzini di una scolaresca presenti sul pianoro di colle San Marco,   dopo la staccionata, in fondo al parco delle altalene, salta agli occhi una piccola macchia scura, anonima, insospettabile. Sembra proprio l’auto di Parolisi, una Renault Scenic.

La foto, scattata a colle San Marco risale alle ore 15.13 del 18 aprile, il giorno in cui fu uccisa Melania.

Ingrandendo i pixel della foto, gli investigatori hanno osservato il profilo di uno dei fanali dell’auto che sarebbe compatibile con una Renault Scénic nera, auto assai comune sulle strade italiane, ma uguale a quella di Salvatore Parolisi.

Se verrà confermata che quell’auto appartiene proprio al militare, la foto andrebbe a sostenere la tesi della difesa: Parolisi al pianoro c’era e non era altrove. Quindi,  bisognerebbe rivedere tutto l’impianto accusatorio che vede Parolisi mentire quando sostiene di essere stato al pianoro.

“È una delle tantissime cose che non funzionano nell’ordinanza di custodia cautelare” così l’avv. Valter Biscotti, difensore di Salvatore Parolisi, commenta la notizia che sta circolando in rete, in queste ultime ore, la foto, che è stata scattata alle 15:13 del 18 aprile, è importante, se mai fosse appurato che quella tra gli alberi è l’auto di Parolisi;  perchè collocherebbe quest’ultimo dove lui ha detto di essere, mentre per l’accusa avrebbe raggiunto il pianoro di Ascoli più tardi, dopo aver ucciso la moglie a Ripe di Civitella (Teramo), nel Bosco delle Casermette.

“L’immagine dimostra l’assenza dell’autovettura di Parolisi, la Mégane Scenic, lungo la strada sterrata dove avrebbe dovuto restare parcheggiata dalle ore 14.15 alle 15.30”, scrive il pm nella richiesta di custodia cautelare in carcere, tuttavia ingrandendo l’immagine, si evidenzia una macchia scura, che potrebbe mascherare una vettura di colore scuro. “Compatibile con le caratteristiche della macchina di Parolisi”, aggiunge Roberto Cusani, uno dei tre consulenti nominati dall’indagato.

Quindi la foto pronta ad inchiodare Parolisi sarà potenzialmente quella che andrà a scagionarlo.

Leggi anche: Delitto Rea i messaggi tra Salvatore e Ludovica su Facebook

Ultimo aggiornamento 31 luglio 2011 ore 15,20

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2 commenti

  • troppe le leggerezze da parte degli inquirenti, come troppo lunghi i tempi degli esiti da parte dei periti.
    il tempo, è vero che farà emergere la verità, farà emergere nuove prove a favore e a svantaggio di Parolisi, ma è anche vero che nel frattempo, lui è in carcere.

  • Saranno anche leggerezze degli inquirenti, ma cosa dire degli avvocati difensori? Neanche loro avevano notato niente, e sono pagati ben piu’ degli inquirenti. Daltronde non hanno saputo difendere neanche la Franzoni…
    Che Parolisi rimanga in carcere mi sembra giusto, con l’inquinamento di prove operato finora. E nonostante tutto, di prove contro di lui ce ne sono molte, anche escludendo questa. E anche se i ragazzi possono essere considerati “inattendibili”, molte altre persone passate di li quel giorno in quel lasso di tempo non lo hanno visto.

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