Melania Rea uccisa con assalto alla sentinella

24 giugno 2011 10:390 commenti

In attesa dell’interrogatorio, previsto alle ore 16,30 presso la Procura di Ascoli Piceno, verso il caporale Salvatore Parolisi, indagato di aver ucciso la moglie Melania in un bosco di Ripe di Civitella (Teramo), gli inquirenti  ritengono di avere tra le mani prove più convincenti.

Una di queste sarebbe uno degli ultimi risultati dell’autopsia: Melania è stata uccisa con una tecnica militare, precisamente “l’assalto alla sentinella”. 

Questo significa che la giovane Melania Rea, 29 anni, è stata sorpresa, quindi le è stata tappata la bocca, le è stata procurata una tremenda torsione del capo e poi le è stata inferta la prima coltellata alla gola, uno dei colpi più forti, anche se non mortale,  rispetto agli altri  trentadue che le sono stati inflitti. 


Salvatore Parolisi dovrà spiegare agli inquirenti il vuoto temporale di circa 80 minuti, da quando fu visto uscire con la moglie Melania e la piccola Vittoria fino alle 14.10, e solo alle 15.27 il militare entrò in un ristorante, urlando: “Me l’hanno presa” riferendosi alla scomparsa della moglie. 

Secondo la Procura, gli elementi dell’omicidio portano sempre all’ambiente militare. Melania venne trovata con i pantaloni abbassati, tuttavia troppo per chi deve  fare solo i suoi bisogni, mentre la tecnica militare prevede di abbassare i pantaloni del prigioniero per evitare che possa fuggire. Dettagli che riflettono in una personalità quale, quella del marito Salvatore, che nel passato ha effettuato diverse missioni in Kosovo e in Afghanistan.

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Ultimo aggiornamento 24 giugno 2011 ore 12,35

 






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