Musei italiani in difficoltà per i tagli di bilancio

Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali è oggetto di una mozione di sfiducia, a seguito del crollo della casa dei gladiatori a Pompei.

I turisti che vogliono visitare il Palazzo dei Dogi a Venezia o il museo Maxxi a Roma sono obbligati a compiere solo un ridottissimo tour. Infatti numerosi musei, zone archeologiche o biblioteche delle principali città turistiche italiane quali: Firenze, Genova, Venezia o Roma, da ieri, alterneranno giorni di chiusura per protestare contro i tagli di bilancio per la cultura.

Il governo ha, infatti,  previsto tagli di bilancio per un totale di 280 milioni di euro per la cultura nel corso dei prossimi tre anni, di cui 58 milioni di euro all’anno solo per il Ministero della Cultura.

Questa protesta sarà posta in atto solo dagli enti istituzionali gestiti dai comuni e non dallo Stato.

“L’arte è il cuore del businnes dell’Italia e tagliando i fondi per la cultura, il governo rischia di mettere in serio pericolo il futuro del paese”, ha commentato Andrea Ranieri, Assessore alla Cultura  e responsabile dell’Associazione nazionale dei municipi italiani (Anci).

Il crollo della Casa dei Gladiatori nell’antica e famosa città di Pompei, ha evidenziato la fragilità del patrimonio culturale italiano, che potrebbe interessarne molti altri, partendo dal Colosseo a Roma, le torri medioevali di Bologna o il meraviglioso Duomo di Firenze.

L’opposizione ha annunciato, il 10 novembre scorso, che presenterà una mozione di sfiducia contro il ministro per i beni culturali, Sandro Bondi, per la responsabilità  riguardante il crollo avvenuto a Pompei. Bondi, ha, però finora, respinto ogni sorta di colpevolezza per i fatti accaduti.

Secondo Alessandra Mottola Molfino, già direttore centrale della Cultura al Comune di Milano, artefice della rinascita del museo Poldi Pezzoli e di molti altri grandi progetti culturali, nuovo presidente di Italia Nostra: “Di tutte le opere d’arte italiane, solo la basilica San Pietro a Roma e la cattedrale di Milano non corrono rischi, per il motivo che sono seguite da imprese specializzate, che provvedono a restaurare i monumenti alla minima fenditura rilevata”.

Nel mese di maggio, un lato del rivestimento in calce del Colosseo si era staccato dalla struttura originaria, tuttavia, l’edificio è stato giudicato sicuro e pertanto riaperto ai turisti.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.