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Napoli, perché per per il ragazzo seviziato nessuno scende in piazza?

La notizia del ragazzo seviziato a Napoli dopo essere stato deriso perché grasso ha delle sfumature macabre anche se finora non è morto nessuno. È forse l’assenza di un cadavere a limitare le proteste in piazza com’era avvenuto invece per Bifolco?

Tre ragazzi di 24 anni avevano preso in giro un ragazzo di 14 anni perchè grasso. Poi, in un autolavaggio del quartiere Pianura a Napoli, gli hanno abbassato i pantaloni e soffiando con una pistola ad aria compressa, gli hanno provocato lesioni al colon e lacerazioni all’intestino. Il ragazzo adesso è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Napoli e il giovane che ha impugnato la pistola è stato fermato dai Carabinieri per tentato omicidio. Gli altri due, sono stati denunciati a piede libero per concorso in tentativo di omicidio.

Questa è la cronaca di quello che è successo. Fin troppe persone si stanno concentrando sulla dinamica delle sevizie introducendo particolari che oltre ad essere raccapriccianti, non cambiano nulla nella gravità dell’accaduto. Sarebbe opportuno invece soffermarsi su due dichiarazioni: quella dei parenti del seviziatore e quella dello zio di uno dei tre ragazzi di 24 anni che è anche padrone dell’autolavaggio.

I famigliari del fermato hanno detto che è giusto che sia in carcere il ragazzo perché ha fatto una cosa grave ma, attenzione: non voleva fare del male e non si è reso conto della gravità del gesto. Il padrone dell’autolavaggio, invece si è lamentato dell’attenzione dei media che starebbe avendo ripercussioni negative sulla sua impresa.

È naturale che davanti a queste dichiarazioni i parenti della vittima siano andati ne quartiere Pianura a casa dell’autore del gesto per litigare. I carabinieri hanno riportato tutto nei ranghi ma quello che si nota è che tra le due famiglie è nata una scaramuccia: nessun corteo di protesta, nessuna manifestazione plateale di sostegno alla vittima di questa brutale sevizia.

Per Davide Bifolco, ammazzato da un colpo di arma da fuoco dopo che non si era fermato insieme agli amici al posto di blocco, tutto il quartiere e non solo è sceso in piazza. In quel caso un morto per cui recriminare giustizia c’era già. Allora la domanda è: ma a Napoli, si aspetta che muoia anche questo ragazzo per organizzare un corteo contro la violenza ascoltata e chiedere giustizia, oppure essendo un episodio “tra ragazzi” senza il coinvolgimento dei poteri forti, non è necessario prendere posizione?

> Il rione Traiano contro i carabinieri dopo l’uccisione di Bifolco

Nel caso di Bifolco, colpito da un carabiniere, tutti i cittadini si sono sentiti vittime dei soprusi delle forze dell’ordine. In questo caso, invece nemmeno un gruppo di persone sovrappeso ha espresso il suo sdegno per chi deride chi ha qualche chilo di troppo. La richiesta di giustizia è uguale per tutti?