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Natale sarà stupefacente? Punti deboli del cinepanotte di De Laurentis

E’ uscito ieri al cinema Un Natale stupefacente: il cast al completo (oltre a Lillo e Greg anche Riccardo De Filippis, Ambra Angiolini e Paola Minaccioni) sarà presente questa sera all’UCI Parco Leonardo (ore 21.00) e all’UCI Porta di Roma (ore 22.30) per salutare il pubblico in sala. Orde di fan pronti ad affrontare la fila interminabile al cinema sotto le feste. Ma ne vale la pena quest’anno? A ben vedere la loro presenza non basta a coprire evidenti punti deboli del film Un Natale Stupefacente. E’ vero che tutto quello che tocca il grande De Laurentis si candida a diventare oro ma è altrettanto vero che esistono punti deboli innegabili sui quali molti critici si stanno già concentrando. Vediamo quindi punti di forza e aspetti critici del film che ha visto il passaggio alla regia da Neri Parenti, con contratto scaduto, e il suo pupillo sceneggiatore Volfango De Biasi.

La trama non è delle più originali: zio Lillo e zio Greg si ritrovano improvvisamente costretti a prendersi cura del nipote di 8 anni perché i suoi genitori vengono arrestati per sbaglio, e proprio alla vigilia del Natale, per coltivazione di sostanze stupefacenti. E da questo imprevisto scaturisce una serie di equivoci. Come da copione i due personaggi sono molto diversi tra di loro ed entrambi assolutamente inadeguati al ruolo di genitori. Ma le due personalità sono appena abbozzate: Greg il rockettaro single incallito e Lillo, lasciato dalla moglie e geloso del nuovo compagno di lei. Insomma il film non propone niente di nuovo: è tutto già visto in fondo. Se l’obiettivo voleva essere proporre un tema attuale come l’adozione da parte delle coppie gay siamo molto lontani dall’averlo realizzato. I tentativi di riformare il cinepanettone non mancano ma si limitano alla struttura (vengono meno i capitoli) e alla rivisitazione parziale del cast (non troviamo De Sica in vacanza questa volta e nel cast c’è invece Paolo Calabresi, uno dei massimi esponenti dell’anti cinepanettone per eccellenza). Ma basta questo per parlare di novità? Pare proprio di no a giudicare dal risultato scontato e prevedibile. E se per strappare una risata in più a pubblico si mettono in bocca battute al limite del volgare al bravissimo bambino protagonista (Niccolò Calvagna) di stupefacente resta ben poco. Certo rispetto al cinepanettone vecchio stile questo resta senza dubbio più sobrio ma la strada da fare verso una comicità più sottile è ancora lunga e forse serviranno diversi Natali.

DE SICA DIFENDE IL CINEPANETTONE

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