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Nel calcio c’è sempre più razzismo

Qualche settimana fa l’amichevole tra Pro patria e Milan ha visto un caso di razzismo di cui hanno parlato quasi tutti i media italiani. Il giocatore del Milan Prince Boateng è stato fatto oggetto di insulti e cori razzisti da parte dei tifosi della Pro Patria, con il risultato che il Milan ha deciso di interrompere la partita. E forse questo gesto del tutto condivisibile di interrompere la partita è stato quello che ha riportato la questione del razzismo nel calcio in prima pagina.

â–º Polizia di Busto Arsizio giustifica insulti razzisti contro Boateng

Il razzismo non c’è solo di rado e nel calcio di Serie A o Serie B, ma è molto presente nelle serie minori. A Thiene, in provincia di Vicenza, il giocatore ghanese Emmanuel Kofi Osei è stato costretto a chiedere il cambio per gli insulti razzisti ricevuti da un tifoso che poi è fuggito. Gli insulti idioti hanno come tema parole del tipo “negro, sporco o Africa”. Il calciatore di 24 anni ha confessato di avere pianto dalla rabbia e di avere chiesto la sostituzione per andare dal tifoso. Il tifoso però è andato via.

Emmanuel Kofi Osei ha affermato: “In quel momento ero molto, molto arrabbiato, non lo avrei affrontato ma gli avrei chiesto spiegazioni per quelle frasi che mi hanno fatto male e piangere dalla rabbia. Denunciarlo? Non è stato identificato ma se anche sapessi il suo nome non lo farei comunque: le persone ignoranti vanno lasciate nella loro ignoranza. Ma le scuse sì, le pretenderei”.

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