Nel calcio c’è sempre più razzismo

13 gennaio 2013 16:510 commenti

Qualche settimana fa l’amichevole tra Pro patria e Milan ha visto un caso di razzismo di cui hanno parlato quasi tutti i media italiani. Il giocatore del Milan Prince Boateng è stato fatto oggetto di insulti e cori razzisti da parte dei tifosi della Pro Patria, con il risultato che il Milan ha deciso di interrompere la partita. E forse questo gesto del tutto condivisibile di interrompere la partita è stato quello che ha riportato la questione del razzismo nel calcio in prima pagina.

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Il razzismo non c’è solo di rado e nel calcio di Serie A o Serie B, ma è molto presente nelle serie minori. A Thiene, in provincia di Vicenza, il giocatore ghanese Emmanuel Kofi Osei è stato costretto a chiedere il cambio per gli insulti razzisti ricevuti da un tifoso che poi è fuggito. Gli insulti idioti hanno come tema parole del tipo “negro, sporco o Africa”. Il calciatore di 24 anni ha confessato di avere pianto dalla rabbia e di avere chiesto la sostituzione per andare dal tifoso. Il tifoso però è andato via.

Emmanuel Kofi Osei ha affermato: “In quel momento ero molto, molto arrabbiato, non lo avrei affrontato ma gli avrei chiesto spiegazioni per quelle frasi che mi hanno fatto male e piangere dalla rabbia. Denunciarlo? Non è stato identificato ma se anche sapessi il suo nome non lo farei comunque: le persone ignoranti vanno lasciate nella loro ignoranza. Ma le scuse sì, le pretenderei”.






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