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Obama insiste sulla necessità di avvicinarsi all’islam

Dall’Indonesia, la più grande nazione islamica del mondo, il paese dove ha trascorso gran parte della sua infanzia e dove ha imparato a vivere in prima persona con la cultura musulmana, anche se mai ha professato tale religione, Barack Obama lancia un nuovo messaggio di armonia tra credi, spesso destinati a conflitti tra civiltà.

Questo messaggio tende a chiarire, anche, la sua  biografia.

Il presidente statunitense si rivolgerà oggi, al mondo islamico, un anno e mezzo, dopo il suo famoso discorso al Cairo, con l’intenzione di rilanciare la proposta per  “un nuovo inizio”, nei rapporti con l’occidente, distorto e degradato dall’aumento del terrorismo religioso.

Tuttavia, in realtà, nulla è cambiato da quella data. La popolarità di Obama è decaduta tra i musulmani e la frustrazione è il sentimento che ha prevalso nel tempo.

Obama, però,  non crede che questo sia stato un lavoro inutile ed è disposto a perseverare  “I nostri sforzi ragionevoli continueranno onestamente. Non abbiamo abbattuto tutti pregiudizi, ma siamo sulla strada giusta”, ha asserito il presidente, sottolineando: “Stiamo costruendo ponti e ampliando la nostra comprensione, in modo che tutti i nostri rapporti con i paesi musulmani non siano limitati alle sole questioni di sicurezza”.

I musulmani chiedono che il discorso di Obama si trasformi in azione e che non rimanga solo nelle belle parole, il mondo islamico confida sulla sua buona volontà, ma dubita sulla sua capacità di rispettare le promesse.

Il problema israelo-palestinese è, come sempre, solo un  campione. Obama, negli ultimi mesi,  è diventato uno straordinario sostenitore della pace, sottoponendo a pressione il governo israeliano, come ben pochi presidenti l’hanno mai fatto prima, in particolare, ha chiesto ad Israele di congelare la realizzazione di insediamenti nei territori occupati.

Senza ottenere alcun risultato, infatti, gli israeliani hanno continuato nelle loro opere di costruzioni, nonostante le dure critiche del presidente americano.

Barak Obama che da bambino visse in Indonesia con sua madre e il suo patrigno indonesiano, studiò a Yakarta in due scuole diverse, nessun islamico frequentava tali corsi. Una era un centro cattolico privato e l’altra, pubblica, con studenti di diverse confessioni. Ma mai, ebbe modo di studiare il Corano né, tantomeno, di acquisire la religione islamica.

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