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Omicidio Carmela Rea ombra di un serial killer

Dall’autopsia, effettuata ieri sul corpo di  Carmela Melania Rea, la giovane mamma improvvisamente scomparsa da Colle San Marco, lunedì scorso, durante una gita con il marito e la figlioletta di 18 mesi e trovata sgozzata,  sono emersi particolari inquietanti.

Il suo corpo è stato trafitto con furia da 35 coltellate, molte di queste sarebbero state fatte anche dopo la sua morte.

Salvatore Parolisi, il marito di Carmela Rea, caporalmaggiore e istruttore presso il 235° reggimento Piceno, non riesce a parlare, dopo aver compiuto il rito del riconoscimento ufficiale della salma, prima dell’avvio della procedura dell’autopsia.

Come spiega il medico legale Adriano Tagliabracci, i colpi che hanno raggiunto in particolare il tronco e il collo, fanno propendere per un delitto d’impeto, non premeditato.

Salvatore Parolisi è stato l’ultimo a vedere la donna viva. Carmela si era allontanata dal parco giochi dove la famiglia si era fermata,  perchè aveva necessità di andare in bagno e si era diretta verso un chiosco bar. È lungo questo tragitto che della donna non si è più saputo nulla.

Carmela Rea e Rossella Goffo sono entrambe sparite nei pressi di Ascoli, ritrovate poi morte nelle zone boschive del teramese, in un arco di tempo di pochi mesi.

Sugli omicidi si profila l’ombra di un serial killer, le due donne, infatti, sono molto somiglianti tra loro, entrambe more e con i capelli lunghi; anche se gli inquirenti allontanano tale pista, visto che un serial killer generalmente segue una linea ben definita, mentre a discostare il profilo delle donne c’è la loro  età: Carmela 29 e Rossella 47 anni.

Per il criminologo Francesco Bruno invece “Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora”. Oltre al luogo del ritrovamento le analogie con l’omicidio di Rossella Goffo non mancano. “In entrambi i casi abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile”. L’una, Rossella Goffo, strangolata. La seconda, Carmela Rea, sgozzata. Su nessuno dei due corpi, segni evidenti di violenza sessuale”. Asserisce il prof. Bruno che aggiunge: ”

“Troppi militari in questa storia”. La zona del ritrovamento è vicino all’area del poligono militare delle Casermette. “Io – continua il criminologo – cercherei in quell’ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c’è qualche soggetto a rischio, con un profilo psichiatrico instabile”.