Origine sisma in Emilia

21 maggio 2012 10:000 commenti

L’Italia trema ancora: prosegue lo sciame sismico in Emilia Romagna dopo il disastroso terremoto del 20 maggio di magnitudo 5.9 della scala Richter. L’epicentro del sisma è a 5 km da San Felice sul Panaro, nel modenese, a 10,1 km di profondità e ciò conferma quello che in realtà si è sempre saputo e cioè che sotto la Pianura Padana, la faglia settentrionale dell’Appennino è attiva.

La stessa zona fu colpita nel 1570 da un violento terremoto classificato come sisma dell’ottavo grado della scala Mercalli in base alle descrizioni storiche; si hanno anche testimonianze di altri terremoti nel Settecento che però non ebbero natura così violenta, ma il terremoto del 20 maggio maggio rappresenta una nuova evolutiva della geologia del luogo.

TERREMOTO IN EMILIA

All’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che sta monitorando gli sviluppi, spiegano che il sisma è provocato dal movimento dell’Appennino, che migra verso Nord-est e che interessa la zona fra Firenze e Bologna. La zona del ferrarese è ulteriormente colpita e il cosiddetto “arco di Ferrara” è stato ridisegnato dal consistente sciame sismico che ha causato oltre 100 scosse a distanza di sole 24 ore dalla principale.

E questo spiegherebbe anche l’esistenza di diverse faglie. Secondo i sismologi anche nelle prossime ore lo sciame sismico potrebbe continuare: si attende quanto meno una riduzione dell’intensità delle scosse anche se non è escluso che possano verificarsi altri terremoti di magnitudo importante. Si spera che non accada quello che si verificò già nel 1570 quando la sequenza sismica durò addirittura quattro anni.

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