Ottimi risultati per la protesi realizzata con nervi umani

30 settembre 2013 17:410 commenti

protesiLa sua è una storia particolare. Zac Vawter non può ancora giocare a basket come faceva prima, e probabilmente non guiderà più una moto, ma il suo primo arto bionico capace di leggere i segnali cerebrali è un passo importante per la scienza. Una speranza. La nuova protesi è quanto di più simile a una gamba vera si possa ottenere oggi al mondo. Il sistema, anche se ancora in fase sperimentale, ha fornito ottimi risultati. Potrebbe essere vicino il momento in cui questo tipo di protesi uscirà dai laboratori del Rehabilitation Institute of Chicago ed entrerà in commercio.

Vawter di mestiere fa il programmatore, ha trentuno anni e ha perso l’arto nel corso di un incidente in motocicletta. Prima del trapianto si è sottoposto a una procedura di “reinnervazione mirata”, in cui i nervi del muscolo danneggiato sono stati rediretti verso quelli posteriori della coscia, che invece erano sani.


A questi è stata collegata la protesi, che al suo interno ha un computer capace di elaborare i segnali dei nervi e dedurre in tempo reale il gesto che il paziente avrebbe voluto fare, traducendoli in movimenti della protesi. Il prototipo ha già avuto il suo battesimo di fuoco quando l’uomo ha voluto scalare i 103 piani delle Willis Tower di Chicago a piedi.

La gamba bionica è un vero passo avanti rispetto alle mie vecchie protesi – dichiara Vawter – reagisce velocemente e in modo più appropriato agli stimoli. Per la prima volta riesco a salire e scendere le scale soltanto pensando al movimento che voglio fare, è un grande passo avanti”. Il sistema finora era stato testato solo su braccia, più facili da gestire soprattutto perché non gravate dal peso di tutto il corpo. A finanziare il progetto di ricerca che ha portato alla realizzazione della gamba è stato l’esercito statunitense, che ha investito 8 milioni di dollari nella speranza di far fronte alle migliaia di mutilati sui campi di battaglia.






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