Cosa nascondono i file di Paolo Oliverio? Perché i suoi segreti fanno così paura?

7 gennaio 2014 22:440 commentiDi:

arrestato

Se li aprite viene giù l’Italia. Sono state queste le parole di Paolo Oliverio quando le forze del’ordine sono entrati nel suo studio per requisire tutte le apparecchiature elettroniche e qualsiasi supporto o documento potesse far emergere qualche informazioni sulle attività e i tanti legami di Paolo Oliverio , colui che da oggi conosciamo come il commercialista dei potenti.

Perché in effetti il suo lavoro è il commercialista, ma a differenza di molti professionisti del settore nel suo elenco dei clienti figurano nomi come Paolo Berlusconi, Claudio Lotito, Marco Squatriti, il boss Ernesto Diotallevi e molti altri che con lui avevano instaurato un rapporto di fiducia e di affari.

Paolo Oliverio è un nome già abbastanza noto alle forze dell’ordine, ben prima del suo arresto avvenuto agli inizi di novembre del 2013. Questo arresto, per il quale è tutt’ora in carcere, è avvenuto a seguito del suo coinvolgimento in un sequestro che toccò i vertici di uno dei più importanti degli ordini religiosi, quello dei Camilliani.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire prima chi è Paolo Oliverio .

Paolo Oliverio, una breve biografia

Si sa ben poco di Paolo Oliverio , se non che si tratta di un sedicente commercialista che opera su Roma. Della sua carriera non ci sono notizie, se non al momento in cui per la prima volta il suo nome compare in più inchieste legate a scandali finanziari. Tra le più note ricordiamo le indagini sull’ex Consigliere Idv alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio, indagine in cui figura come destinatario di numerosi bonifici, nelle inchieste sulla P3, in quelle sull’eolico in Sardegna, e, infine, è stato coinvolto nella gestione di alcuni conti correnti in Liechtenstein per conto di Renato Squillante e Attilio Pacifico.

Novembre 2013, l’arresto di Oliverio per il sequestro dei due confratelli Camilliani

Il caso che ha portato il nome del commercialista su tutte le prime pagine è appunto quello legato all’ordine dei Camilliani: era il novembre del 2013 quando Oliverio fu arrestato, insieme a due Fiamme Gialle e a Renato Salvatore, ex Superiore generale dell’Ordine religioso dei Camilliani, per aver organizzato il sequestro di due confratelli.

I due confratelli in questione sono padre Antonio Puca e padre Rosario Messina la cui unica responsabilità in quel momento era di essere due grandi elettori il cui voto sarebbe stato determinante per l’elezione del Superiore generale dei Camilliani e a favore di Padre Monks, l’altro candidato oltre a Padre Salvatore.

Per risolvere il problema, Renato Salvatore con il supporto di Paolo Oliverio, ha fatto prelevare i due confratelli dai militari delle Fiamme Gialle la mattina delle votazioni, facendoli portare in caserma per un finto interrogatorio.


Il tutto è poi stato svelato grazie all’inchiesta del pm romano Giuseppe Cascini, che era in corso già da tempo e che ha portato alla luce molte attività legate al nome di Oliverio, così tante da farlo sembrare il punto focale di una grande organizzazione criminale.

Da qui si intuisce perché gli archivi di Oliverio fanno così paura, a lui e a tutti coloro che sanno che il loro nome è scritto nelle liste clienti del commercialista dei potenti.

I clienti e gli amici di Paolo Oliverio 

Paolo Oliverio è un commercialista. Come tale dovrebbe gestire la contabilità dei suoi clienti. Oliverio fa questo ed altro, offre consulenze e si mette anche in affari con alcuni di loro.

Ad esempio, con personaggi come Paolo Berlusconi, Claudio Lotito, Marco Squatriti (avvocato ed ex marito di Afef che al momento è ricercato con una condanna per bancarotta) e Lorenzo Borgogni, manager Finmeccanica, il commercialista avrebbe fatto più di un’operazione finanziaria di altissimo livello.

Altro servizio reso da Oliverio è il riciclaggio: grazie al controllo di decine di aziende, molto spesso associate a dei prestanome, il commercialista era in grado di ripulire soldi provenienti da attività illegali.

Un personaggio che ha un giro di affari del genere ha anche molto potere, come dimostrano i suoi stretti legami con esponenti di spicco sia della politica italiana, come il parlamentare del Nuovo centrodestra Alessandro Pagano e con l’ex senatore pdl Sergio De Gregorio, sotto processo a Napoli per la compravendita dei parlamentari insieme a Silvio Berlusconi, sia della malavita organizzata, come il boss Ernesto Diotallevi con il quale in Oliverio avrebbe concluso ingenti affari immobiliari.

La sua frequentazione delle alte sfere del Vaticano è stata resa nota poco tempo fa: le indagini hanno rivelato anche che Oliverio sapeva bene come muoversi anche nelle stanze più scure del potere, dato che aveva frequenti contatti con esponenti dei servizi segreti, dei quali sarebbe stato un informatore. Ed è proprio questo a fare più paura.

Paolo Oliverio, quali segreti nasconde?

Le attività illecite nel campo di Paolo Oliverio sono state rivelate, almeno in parte, nella stessa indagine è venuto alla luce che il commercialista aveva a disposizione un software professionale per le intercettazioni, ed è proprio questo che ha portato oggi il Gip ha confermare la detenzione.

Grazie a questa apparecchiatura Oliverio è riuscito ad avere illegalmente informazioni private su molti personaggi di spicco della Stato, del Vaticano e delle Forze dell’Ordine, informazioni che il commercialista ha fatto confluire in dossier dettagliatissimi insieme ai resoconti di importanti incontri di affari.

Molto probabilmente Oliverio è un informatore, a questo punto resta da stabilire però dove vanno a finire e chi usa queste informazioni. Alcune sembra che siano state già usate per pilotare le verifiche fiscali su imprenditori e grandi società effettuate dalla Fiamme Gialle e per influire sull’attività degli ispettori di Equitalia. 






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