Pasqua amara per la musica dopo morte Jannacci e Califano

31 marzo 2013 18:060 commenti

È accaduto tutto in meno di ventiquattro ore, nei giorni che hanno caratterizzato l’avvicinarsi della Pasqua. Due eventi che portano lutto, uno nella Capitale morale e l’altro nella Capitale di Italia, che hanno segnato inesorabilmente il mondo della musica, seppure da angolature così diverse tra loro.

A volte il tempo porta coincidenze di questo tipo, veramente difficili da digerire. Tutti, in meno di ventiquattro ore, sono rimasti a dir poco sbigottiti.

Il medico-poeta

Prima la scomparsa del grande Enzo Jannacci. Ironico, intelligente, sagace, sorridente. Enzo Jannacci era il medico-poeta cantore degli ultimi, l’inventore di una comicità che poco aveva a che fare con la realtà. Una comicità che riusciva ad essere sempre di moda. Enzo Jannacci se n’è andato durante il venerdì santo a Milano.


I funerali dell’artista milanese si terranno martedì 2 aprile, alle 14.45, presso la basilica di Sant’Ambrogio. Il Sindaco Pisapia: “Questa è una giornata tristissima per tutta Milano e per il Paese. La pioggia simbolicamente ci fa dire che tutta la città di Milano piange”.

Il primo cittadino milanese ha definito Jannacci come un grande artista, un grande uomo, un grande medico e un grande cantuautore che è riuscito con le sue canzoni a raccontare Milano.

Il Califfo

Nel frattempo, mentre Milano si preparava a dare l’ultimo saluto a Jannacci nella Camera ardente, allestita presso il teatro Dal Verme, al fine di permettere l’abbraccio collettivo, è morto ad Acilia (in provincia di Roma) Franco Califano. Un mito, il “Califfo”: poeta trasgressivo, romano d’adozione e di temperamento.

 






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