Pensione ai superstiti (indiretta e di reversibilità)

3 luglio 2012 16:030 commenti

In caso di morte del pensionato o dell’assicurato è possibile, in presenza di determinate condizioni stabilite dalla legge, che la pensione a questi spettante, o soltanto parte di essa, venga erogata a favore degli eredi. La pensione dei superstiti è definita “indiretta” nel caso in cui il decesso dell’assicurato avviene prima del pensionamento,  oppure “di reversibilità” nel caso in cui la morte sopraggiunge dopo il pensionamento.

A CHI SPETTA L’EREDITÀ IN CASO DI SUCCESSIONE LEGITTIMA


La pensione ai superstiti viene concessa nel caso in cui il soggetto defunto vanti almeno 15 anni di contribuzione, oppure cinque anni di contribuzione di cui almeno tre negli ultimi cinque anni. I soggetti che hanno diritto a tale pensione sono il coniuge e i figli, in assenza di questi i genitori e in mancanza anche di questi i fratelli e le sorelle.

POTERI E COMPITI DELL’ESECUTORE TESTAMENTARIO

Per quanto riguarda l’importo spettante, agli aventi diritto non viene corrisposta l’intera pensione del defunto ma solo una parte di essa, ovvero: 60% al coniuge; fino al 20% a ciascun figlio; 70% a un solo figlio; 80% a due figli (40% ciascuno); 100% a tre o più figli (con quote uguali); 15% a ciascun genitore; 15% a ciascun fratello e/o sorella.

Nel caso in cui il coniuge possiede altri redditi, la pensione viene ridotta del 25% se il reddito annuo è superiore a tre volte il trattamento minimo, del 40% se il reddito annuo è superiore a quattro volte il trattamento minimo e del 50% se il reddito annuo è superiore a cinque volte il trattamento minimo.






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