Philip Seymour Hoffman, biografia di una star riservata

3 febbraio 2014 11:160 commentiDi:

philip seymour hoffman

Philip Seymour Hoffman, forse il più ambizioso e ammirato attore americano della sua generazione, un attore che è riuscito a dare spessore e carattere ad ognuno dei personaggi che ha interpretato nella sua lunga carriera sia al teatro che al cinema, è morto ieri nel suo appartamento nel Greenwich Village.

Causa della morte: overdose da eroina. Aveva 46 anni, una compagna e tre figli.

A scoprire il decesso dell’attore David Bar Katz, sceneggiatore e caro amico, che, preoccupato dal fatto che non rispondesse alle sue chiamate, ha contattato il 911. Philip Seymour Hoffman è stato trovato nel suo appartamento con la siringa ancora infilata nel braccio. Accanto a lui una bustina contenente una sostanza che poi si è rivelata essere eroina.

L’ho visto la settimana scorsa – ha dichiarato il drammaturgo – era pulito e sobrio. Ho davvero pensato che quel brutto capitolo della sua vita fosse finito.

Non era un mistero che l’attore premio Oscar avesse avuto problemi con la droga da giovane, ma era riuscito a debellare la dipendenza molto tempo prima, quando aveva solo 22 anni. Certo, come tutti i ‘dipendenti’, anche lui aveva avuto delle ricadute: l’ultima fu l’anno scorso, quando Philip Seymour Hoffman era stato in un programma di riabilitazione per circa 10 giorni dopo aver sviluppato una dipendenza da pillole.

Philip Seymour Hoffam, 46 anni, 50 film film e tanto teatro

Biondo, tarchiato, dall’aspetto spesso sonnolento, Philip Seymour Hoffman era più incline ad indossare magliette spiegazzate che nulla hanno a che fare con l’aspetto che dovrebbe avere una star. Era un uomo riservato, pur non avendo mai fatto segreto della sua dipendenza dall’eroina e della sua debolezza. Era uno del quartiere, come hanno detto i tanti vicini che si sono affollati davanti al cancello della sua casa dopo aver appreso la notizia della sua morte.

Nato il 23 luglio del 1967, nella sua carriera, iniziata ufficialmente nel 1991 quando compare per la prima vota sul piccolo schermo in un episodio della serie Law & Order come imputato in un processo per stupro, Philip Seymour Hoffman è apparso in oltre 50 film, sia in tv che al cinema, non smettendo mai, nel frattempo, di essere uno dei protagonisti del teatro Off-Broadway.

In realtà non voleva fare l’attore, voleva diventare un lottatore, ma un infortunio al collo lo costrinse a rinunciare a questa carriera.

Al cinema il suo esordio è nel 1992, quando compare nel ruolo di George Willis Jr. in Profumo di Donna.

Nella sua lunga carriera di attore, Philip Seymour Hoffman è stato scelto molto spesso per ruoli di supporto, lavorando con attori di fama internazionale come i fratelli Coen (Il grande Lebowski ), Spike Lee (La 25ª ora), Cameron Crowe (Quasi famosi ), Robert Benton e Paul Thomas Anderson.

Il primo ruolo da protagonista gli viene affidato dal fratello nel film “Per amore di Liza”, pellicola in cui  interpreta un uomo che cade in depressione dopo la morte della moglie.

Lo abbiamo visto anche ne La doppia vita di Mahowny (Richard Kwietniowski), Ritorno a Cold Mountain (Anthony Minghella) e anche in …e alla fine arriva Polly di John Hamburg, qui in uno dei personaggi meglio riusciti della sua carriera.

La consacrazione di Philp Seymour Hoffman arriva però l’anno successivo, quando viene scelto da Bennett Miller per interpretare il ruolo di Truman Capote in Truman Capote – A sangue freddo. Qui l’attore è il personaggio principale, il viveur omosessuale dalla voce stridula che stringe uno strano legame con un Perry Smith, autore, insieme ad un altro sbandato come lui, del feroce massacro di una famiglia di Holcomb.


Per questa interpretazione Hoffman viene insignito del premio Oscar come Miglior attore protagonista.

Attore e regista di teatro, la sua peculiarità come artista è di essere riuscito ad esplorare le profondità non solo di personaggi inquietanti e malvagi, ma quelli pateticamente poco attraente.

Il teatro è stato molto difficile per lui – ha commentato Robert Falls che lo ha diretto in “Long Day’s Journey” in cui ha interpretato il ruolo di un tossicodipendente in punto di morte – gli è costato molto sia fisicamente con le prove e gli otto spettacoli a settimana e gli è costato a livello emotivo.

Il personaggio che ha interpretato, pieno di disgusto per se stesso, lo ha portato di nuovo a rovistare nel suo passato di tossicodipendenza. Non era un attore metodico. Era un attore che portava sul palco ogni fibra del suo essere. Lui era lì – con la sua profondità di sentimento e la sua profondità di umanità. Nessuno degli attori con cui ho lavorato è riuscito a raggiungere un tale livello.

Philip Seymour Hoffman, filmografia

Triple Bogey on a Par Five Hole, regia di Amos Poe (1991)
Szuler, regia di Adek Drabinski (1992)
My New Gun, regia di Stacy Cochran (1992)
Vendesi Miracolo, regia di Richard Pearce (1992)
Scent of a Woman – Profumo di donna, regia di Martin Brest (1992)
Joey Breaker, regia di Steven Starr (1993)
My Boyfriend’s Back, regia di Bob Balaban (1993)
Milionario per caso, regia di Ramón Menéndez (1993)
Getaway, regia di Roger Donaldson (1994)
The Yearling, regia di Rod Hardy (1994) – Film TV
Amarsi, regia di Luis Mandoki (1994)
La vita a modo mio, regia di Robert Benton (1994)
The Fifteen Minute Hamlet, regia di Todd Louiso (1995)
Sydney (Hard Eight), regia di Paul Thomas Anderson (1996)
Twister, regia di Jan de Bont (1996)
Boogie Nights – L’altra Hollywood, regia di Paul Thomas Anderson (1997)
Culture, regia di Josh Gordon e Will Speck (1998) – Cortometraggio
Montana, regia di Jennifer Leitzes (1998)
Prossima fermata Wonderland, regia di Brad Anderson (1998)
Il grande Lebowski, regia di Joel Coen (1998)
Happiness – Felicità, regia di Todd Solondz (1998)
Patch Adams, regia di Tom Shadyac (1998)
Flawless – Senza difetti, regia di Joel Schumacher (1999)
Magnolia, regia di Paul Thomas Anderson (1999)
Il talento di Mr. Ripley, regia di Anthony Minghella (1999)
Hollywood, Vermont, regia di David Mamet (2000)
Quasi famosi, regia di Cameron Crowe (2000)
Love Liza, regia di Todd Louiso (2001)
Ubriaco d’amore, regia di Paul Thomas Anderson (2002)
Red Dragon, regia di Brett Ratner (2002)
La 25ª ora, regia di Spike Lee (2002)
La doppia vita di Mahowny, regia di Richard Kwietniowski (2003)
Ritorno a Cold Mountain, regia di Anthony Minghella (2003)
…e alla fine arriva Polly, regia di John Hamburg (2004)
Strangers with Candy, regia di Paul Dinello (2005)
Empire Falls – Le cascate del cuore, regia di Fred Schepisi – miniserie TV (2005)
Truman Capote – A sangue freddo, regia di Bennett Miller (2005)
Mission: Impossible III, regia di J.J. Abrams (2006)
Onora il padre e la madre, regia di Sidney Lumet (2007)
La famiglia Savage, regia di Tamara Jenkins (2007)
La guerra di Charlie Wilson, regia di Mike Nichols (2007)
Synecdoche, New York, regia di Charlie Kaufman (2008)
Il dubbio, regia di John Patrick Shanley (2008)
Mary and Max, regia di Adam Elliot (2009) – Voce
I Love Radio Rock, regia di Richard Curtis (2009)
Il primo dei bugiardi, regia di Ricky Gervais (2009) – Cameo
Jack Goes Boating, regia di Philip Seymour Hoffman (2010)
Le idi di marzo, regia di George Clooney (2011)
L’arte di vincere, regia di Bennett Miller (2011)
The Master, regia di Paul Thomas Anderson (2012)
Una fragile armonia, regia di Yaron Zilberman (2012)
Hunger Games: La ragazza di fuoco, regia di Francis Lawrence (2013)






Tags:

Lascia una risposta