Piano casa regione Lombardia 2012

26 marzo 2012 10:250 commenti

La Legge 4/2012 entrata in vigore lo scorso 17 marzo contiene il nuovo programma per il rilancio dell’edilizia, consistente in una semplificazione delle procedure per effettuare lavori di ampliamento, che dovranno però essere giustificati da sostanziali risparmi energetici. Sebbene per identificarlo si stia parlando di piano casa, la normativa non utilizza tale denominazione soprattutto perché, contrariamente alla legge di tre anni fa, in questo caso si fa riferimento soprattutto alla categoria degli immobili non residenziali.

A riguardo ricordiamo che la Lombardia è l’unica regione italiana a non aver reso permanenti i piani di rilancio del settore edilizio. La normativa sopra citata, infatti, prevede come termine ultimo per la presentazione della domanda di autorizzazione edilizia il 31 dicembre 2013, con effetti che secondo le prime stime si protrarranno almeno fino al 2015.

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La legge, più nel dettaglio, prevede la possibilità di effettuare ampliamenti di interi edifici nella misura del 5% della volumetria rispetto a quella esistente, anche se a fronte di tali ampliamenti si superano i limiti previsti dal piano regolatore. Sono consentite anche modifiche alla sagoma dell’edificio, purché risultino compatibili con il contesto urbanistico.


Per poter usufruire delle semplificazioni previste dalla legge, come sopra anticipato, è però necessario che i lavori di ampliamento portino prestazioni energetiche superiori di almeno il 50% rispetto alle precedenti e migliori rispetto a quelle minime previste per gli edifici di nuova costruzione. Per quanto riguarda invece i requisiti degli immobili, per poter fruire delle agevolazioni è necessario che questi risultino ultimati al 18 luglio 2009, mentre gli edifici agricoli devono essere stati ultimati al 13 giugno 1980.

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La legge prevede anche la possibilità di convertire immobili non residenziali in abitazioni, purché questi non siano utilizzati da sette anni, siano situati fuori dal centro storico e purché il 20% della superficie sia destinato ad alloggi a canone sociale. Per gli edifici industriali e artigianali situati nelle zone urbanistiche a destinazione produttiva sarà possibile effettuare lavori di ampliamento del 10% della superficie per adibire il nuovo spazio alle attività già svolte, purchè tali interventi portino un incremento dell’occupazione. Gli alberghi potranno invece essere ampliati, previa autorizzazione del Comune, per un massimo di 200 metri quadrati.

Per gli immobili residenziali è prevista la possibilità di recuperare sottotetti, elevandone l’altezza al fine di renderli abitabili, e quella di recuperare i seminterrati, al fine di destinarli ad attività commerciali.






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