Polemiche per costi esorbitanti G8 G20

Toronto centro

Mai avuto un costo così tanto elevato. La polemica si gonfia in Canada.

Mentre si apre oggi a Toronto il primo vertice del G8, il G20  è previsto per sabato e domenica, l’opinione pubblica canadese condanna il costo esorbitante dei due eventi, durante un momento così critico, nel quale vede tutti i paesi mondiali affrontare un grave deficit di bilancio. 

Il centro di Toronto sarà completamente bloccato per cinque giorni e questo comporterà una riduzione dell’attività economica. 

I vertici del G8 a Huntsville e del G20 a Toronto avranno un costo di 1,2 miliardi dollari (960 milioni di euro) per i contribuenti canadesi. I media locali si scatenano contro questa somma faraonica. 

Il G20 organizzato a Londra nell’aprile 2009, sarebbe costato solo 30 milioni di dollari (24 milioni di euro). Anche se il confronto con altri summit risulta particolarmente difficile, il governo conservatore, nonostante si trovi di fronte ad un deficit di bilancio di 53,8 miliardi di dollari (43 miliardi di euro, il 3,5% del deficit/PIL), quest’anno si è lanciato in spese stravaganti. 

Ad Huntsville, una cittadina che dista 200 chilometri da Toronto, dove si terrà oggi il G8, i conservatori hanno costruito un centro congressi circondato da  parchi e marciapiedi rimessi a nuovo.  Alla struttura è stato  affiancato un lago artificiale, in un paese che conta centinaia di migliaia di laghi naturali. Costo due milioni di dollari (1,6 milioni di euro). 

Tutto ciò ha provocato malcontento e collera tra la popolazione, che hanno visto questo spreco di denaro per lavori intrapresi in remoti villaggi di Huntsville. 

Il governo di Stephen Harper ha scelto due luoghi differenti  per i due vertici, al fine di coccolare gli elettori del Ministro dell’Industria, Tony Clement, in difficoltà nella sua circoscrizione Huntsville-Muskoka. 

La parte più alta della spesa è stata dispensata per la sicurezza, 930 milioni di dollari; per la sola polizia reale sono state riservate 5500 camere per nove giorni.  

Molti osservatori ritengono che l’aver organizzato il G20 nel centro finanziario della più grande città del Canada è un errore economico. 

Le misure di sicurezza sono tali che molte aziende e  università della zona, saranno costrette a chiudere i battenti per tutta questa settimana. 

Il quotidiano locale “National Post” ha nuovamente pubblicato il malcontento dei lavoratori canadesi e dell’atmosfera che si respira, in un titolo molto  simbolico: “Il G20 contro i venditori di hot-dog”.  

Nel quartiere finanziario di Toronto, gli ambulanti con le loro bancarelle predisposte su furgoni e i piccoli piatti d’asporto, sono una tradizione degli uomini d’affari. Tuttavia il sindaco della città regina, ha decretato il divieto assoluto di accesso a questi commercianti, per tutta la durata del vertice.

Periodo durante il quale vengono applicate tutte le misure di sicurezza. 

In questi momenti di austerità, questi picchi di eccesso possono seriamente opprimere i cittadini, che si sforzano di sbarcare il lunario, come i venditori di hot-dog che vivono con tale reddito.

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