Pregi e difetti de La grande bellezza, cosa potrebbe (o non potrebbe) far vincere l’Oscar a Paolo Sorrentino

16 gennaio 2014 20:480 commentiDi:

SET DEL FILM "LA GRANDE BELLEZZA" DI PAOLO SORRENTINO.NELLA FOTO TONI SERVILLO.FOTO DI GIANNI FIORITO

Alla fine ce l’ha fatta. Da giorni ormai si attendeva il verdetto dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, arrivato oggi come previsto: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino è tra i cinque film che concorreranno per l’assegnazione dell’Oscar 2014 al Miglior Film Straniero. 

Di dubbi in proposito ce n’erano davvero pochi: questo ultimo film di Sorrentino ha ricevuto una lunga serie di premi, l’ultimo in ordine di tempo è stato il Golden Globe come miglior film straniero, premio che da sempre è una porta di accesso principale alle nomination per gli Oscar.

Dopo aver tanto atteso questo momento, adesso si dovrà aspettare un altro mese e mezzo prima di scoprire se Paolo Sorrentino riuscirà con questo suo film a guadagnarsi l’Oscar come miglior film straniero, titolo che in Italia manca dal 1999, anno in cui la prestigiosa statuetta finì nella mani di Roberto Benigno grazie a “La vita è bella”. Ne è passato di tempo, la cinematografia italiana ed internazionale è molto cambiata e questo rende difficile capire se un film come quello con il quale si presenta Sorrentino possa piacere o meno ai giurati dell’Academy.

Questione, questa, difficile da dipanare anche al di là della questione degli Oscar perché, se almeno un merito può essere riconosciuto a questo moderno affresco di Roma fatto dal regista partenopeo, è quello di aver diviso in due pubblico e critica.

“La grande bellezza” o la ami o la odi. Non ci sono vie di mezzo, non si può dire “Sì, bello, ma…”. A dimostrarlo anche le alterne fortune di questo film, che ha visto negarsi qualsiasi riconoscimento al Festival di Cannes e che è stato ferocemente stroncato da più di un critico del settore, per poi arrivare di filato fino alla nomination all’Oscar, passando per il Golden Globe, i Nastri d’Argento e gli Efa.

Perché La grande bellezza potrebbe vincere l’Oscar?

I motivi per cui La Grande bellezza potrebbe essere il titolo prescelto dall’Academy come miglior film straniero per il 2014 sono tanti, ma sono soprattutto due che, anche se non danno nessuna certezza, possono però far ben sperare. Da un lato abbiamo il fatto che “La grande bellezza”, come è stato spesso sottolineato da chi ha voluto stroncare la pellicola, sembra proprio essere un film fatto apposta per piacere agli americani.

Cerchiamo di capirci meglio. Se c’è un regista italiano che è stato particolarmente apprezzato negli Stati Uniti è Federico Fellini. Il regista di Rimini, però, non si è limitato solo a farsi apprezzare dagli americani: Fellini ha come creato una identità cinematografica italiana che piace agli americani e che loro  riconoscono come tale.


Quanto sia piaciuto Fellini e il suo modo di fare cinema agli americani è ben noto: il regista si è aggiudicato ben più di un Oscar per le sue pellicole e non c’è dubbio che se negli States c’è un modello al quale ci si riferisce per catalogare e comprendere il cinema italiano, questo è Federico Fellini.

I punti di contatto tra “La grande bellezza” e “La dolce vita” sono innumerevoli ed impossibile da negare, sono così tanti ed evidenti – ma questo non è assolutamente un difetto per una larga parte di pubblico e di critica – che “La grande bellezza” appare quasi come “La dolce vita” dei nostri giorni. E, per chi sente la mancanza di un certo tipo di cinema, come appunto la sentono gli americani, “La grande bellezza” è un capolavoro che l’Oscar lo merita senza alcun dubbio.

Perché “La grande bellezza” potrebbe non vincere l’Oscar?

“La grande bellezza” non teme rivali. Nulla da eccepire alle altre pellicole che sono entrate nella cinquina dei finalisti per l’Oscar al miglior film straniero, Alabama Monroe – Una storia d’amore di Felix Van Groeningen (Belgio),
Il sospetto di Thomas Vinterberg (Danimarca), L’image manquante (The missing picture) di Rithy Panh (Cambogia), e
Omar di Hany Abu-Assad (Palestina) – il problema non è la forza degli avversari, si sa che spesso gli Oscar e gli altri premi cinematografici sono in grado di riservare delle grandi sorprese, ma i difetti che potrebbe far saltare la mosca al naso dei giurati dell’Academy e spingerli a consegnare la statuetta nelle mani di qualcun altro, magari un film che ha avuto meno risalto internazionale.

E di difetti a questo film se ne possono trovare. Andando a cercare qua e là non è per nulla difficile imbattersi in recensioni molto negative del film che vertono le loro critiche su un punto fondamentale: “La grande bellezza” è troppo uguale negli intenti a “La dolce vita”, ma, diversamente da questa, non è un capolavoro, anzi.

Così Nanni Delbecchi su “Il fatto quotidiano” parla di questo paragone impossibile:

La Dolce Vita è entrato nella storia perché fu un corto circuito tra l’immaginazione di Fellini e una Roma vera, viva, esagerata, in un certo senso già felliniana di suo. I paparazzi e i divi c’erano davvero, gli scrittori di talento che si dissipavano e lavoravano per il cinema pure (a proposito: anche il cinema italiano c’era davvero), e in via Veneto ci andava perfino Scalfari.

Quindi, quello che potrebbe essere il pregio principale di questo film, ciò che potrebbe valergli l’Oscar, si rivela per alcuni anche come il suo principale difetto.

In conclusione…

In conclusione non resta che attendere il 2 marzo 2014 per sapere, durante la cerimonia di premiazione, se “La grande bellezza” riuscirà o mano nel suo intento. La grande bellezza ha tutte le certa in regola per farlo, Sorrentino si è giocato il tutto e per tutto con questa rischiosa pellicola, agli americani il film è già piaciuto molto e sembra quindi ormai solo una questione di tempo.






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