Pupazzo di neve osservato su Vesta

11 giugno 2012 09:450 commenti

L’osservazione di Vesta, il secondo più grande asteroide della Fascia Principale, sta per concludersi. E grazie alle immagini riportate dalla sonda Dawn, è stato possibile capire con estrema precisione, la struttura dell’asteroide.

Di rilievo in particolare è apparsa la struttura formata da tre diversi crateri da impatto vicini, ma di dimensioni diverse: la struttura, estesa per oltre 100 chilometri, è stata chiamata“pupazzo di neve”. I tre bacini sono stati battezzati con i nomi delle Vestali nell’antica Roma: il più grande dei tre si chiama Marcia e ha un diametro di circa 60 km; il cratere centrale è stato chiamato Calpurnia e ha un diametro di 50 km. Il cratere più piccolo, che rappresenta la testa dell’uomo di neve, è detto invece Minucia e ha un diametro di circa 22 km.


Secondo gli astronomi Marcia e Calpurnia sono il risultato di uno stesso impatto, mentre Minucia potrebbe essersi formato solo in un secondo momento. Lo scatto fotografico del bizzarro pupazzo di neve è il risultato di un mosaico di fotografie scattate dalla Framing Camera di Dawn tra ottobre e dicembre 2011, in un periodo particolare, la HAMO, la High Altitude Mapping Orbit, e cioè l’orbita ad alta quota che ha permesso di realizzare la ripresa a circa 680 Km dalla sua superficie.

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Altra spettacolare osservazione di Vesta è stato il bacino da impatto Rhea Silvia, di diametro di circa 475 km, che è stato osservato nell regione polare meridionale dell’asteroide. Al centro di Rhea Silvia si trova anche la più alta montagna dell’asteroide, alta 20.000 metri. Da luglio la sonda Dawn terminerò il suo lavoro di osservazione su Vesta e si concentrerà sul pianeta nano Cerere.






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